"No alla politica dell'insulto... è un'arma alla mano"

Papa Francesco parla dopo il viaggio in Bulgaria e Macedonia

redazione
08/05/2019
Attualità
Condividi su:

"Siamo abituati a insultarci. Un politico insulta l’altro, un vicino insulta l’altro anche nelle famiglie si insultano tra loro. Io non oso dire che c’è una cultura dell’insulto, ma l’insulto è un’arma alla mano, lo è anche lo sparlare degli altri, la calunnia, la diffamazione, e vedere queste suore che curavano ogni persona come fosse Gesù mi ha colpito".

Parole di Papa Francesco, pronunciate nel viaggio di ritorno dopo la visita in Bulgaria e Macedonia.

Parlando di questa esperienza in un'intervista al quotidiano Avvenire il pontefice si è così espresso: "Sono nazioni totalmente diverse, la Bulgaria ha una tradizione da secoli. La Macedonia è riuscita ultimamente a costituirsi come nazione. Per noi cristiani la Macedonia è un simbolo per l’entrata del cristianesimo in Occidente, quel macedone che è apparso a Paolo in sogno e gli ha detto “Vieni da noi, vieni da noi” mentre lui se ne andava per l’Asia… è un mistero quella chiamata. Il popolo macedone è fiero di questo. La Bulgaria ha dovuto lottare tanto per la sua identità come nazione, basti pensare che nell’Ottocento sono morti 200mila soldati russi per riprendere l’indipendenza dai turchi. Tutte e due sono comunità cristiane ortodosse, cattoliche e anche musulmane. I cattolici sono pochi. Nelle due nazioni ho visto le buone relazioni tra i differenti credi. In Bulgaria l’ho visto nella preghiera per la pace. Poi mi ha toccato il colloquio con il patriarca Neofit, è stato di una bellezza… è un grande uomo di Dio. In Macedonia mi ha colpito quello che ha detto il presidente: qui non c’è tolleranza di religione, ma c’è rispetto.

Oggi, in un mondo dove il rispetto manca - verso i bambini, verso gli anziani - che la mistica di un Paese sia il rispetto, questo colpisce, mi ha fatto bene".

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: