Come evitare le sanzioni con la fatturazione elettronica

17/04/2019
Attualità
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Anche se le fatture sono diventate elettroniche, il rischio di incappare in qualche errore non si è annullato del tutto: ecco perché conviene imparare a prevenirli e a evitarli, anche perché nel caso in cui ci si renda responsabili di uno sbaglio o di una distrazione si può andare incontro a sanzioni anche pesanti. Insomma, è essenziale rispettare i termini di emissione dei documenti corretti, e a tale scopo si può provvedere alla fatturazione elettronica con Teamsystem, i cui software garantiscono il massimo della precisione e dell'accuratezza. Per fortuna il legislatore ha previsto che l'entrata in vigore dell'obbligo delle fatture elettroniche fosse accompagnata da un periodo di rodaggio esente da sanzioni: il termine del primo semestre, però, sta per scadere, e da luglio in teoria non ci potrà essere più spazio per recriminazioni o giustificazioni. 

L'emissione tardiva delle fatture

Ma quali sono le sanzioni a cui è bene prestare attenzione? Per il momento non sono state stabilite multe per coloro che emettono le fatture elettroniche in ritardo. Fino al 30 giugno di quest'anno è stata prevista, tramite il DL 119 del 2018, una moratoria delle sanzioni. Nello specifico, non si applicano le multe nel caso in cui le fatture elettroniche vengano emesse entro il termine della liquidazione periodica delle imposte. Se, invece, l'emissione avviene entro il termine della liquidazione dell'imposta del periodo seguente, la sanzione viene comminata ma con una riduzione dell'80%. Quando il decreto è stato convertito in legge, poi, si è deciso per una proroga del termine, nel senso che tali disposizioni saranno efficaci non fino al 30 giugno ma per altri tre mesi, e cioè fino al 30 settembre, per i contribuenti che provvedono ogni mese alla liquidazione periodica Iva. Ovviamente questo discorso non è valido per coloro che non emettono proprio le fatture elettroniche: in questi casi si ha a che fare con una situazione di evasione fiscale vera e propria.

Che cosa succede se la fattura non viene emessa

Nell'ipotesi in cui la fattura elettronica non venga emessa, il decreto legislativo n. 471 del 1997 impone l'applicazione di una sanzione che va da un minimo del 90% a un massimo del 180% dell'Iva relativa all'imponibile. Anche coloro che dovrebbero ricevere le fatture elettroniche, in ogni caso, possono andare incontro a criticità. Nel caso in cui il cessionario o committente non riceva la fattura elettronica tra privati, egli è tenuto ad attivarsi in prima persona emettendo un'autofattura che dovrà essere trasmessa al Sistema di Interscambio: il documento dovrà essere indicato con la sigla TD20. Se il potenziale destinatario della fattura non agisce in questo modo, può subire una sanzione di almeno 250 euro, o comunque pari al 100% dell'imposta, secondo quanto deciso dal decreto legislativo menzionato poco sopra.

Gli errori involontari

Naturalmente, la gestione errata della fatturazione elettronica può essere generata da un comportamento doloso ma anche esserre involontaria: quello che conta è che si tenti di porre rimedio nel più breve tempo possibile, proprio per non dover pagare una sanzione. Quando ci si accorge di aver sbagliato nella fatturazione elettronica, non si deve far altro che emettere una nota di credito a storno della fattura stessa, che poi dovrà essere riammessa con una numerazione nuova, e con la correzione dell'errore precedente. L'intero percorso di correzione deve essere tracciato.

Come rintracciare gli errori

Se un errore è involontario, d'altra parte, non è detto che ci si accorga di averlo commesso. Un accorgimento utile, dunque, è quello di ricorrere al controllo di gestione, grazie a cui è possibile identificare gli errori che non hanno determinato lo scarto della fattura quando essa è stata trasmessa al Sistema di Interscambio ma che possono emergere in sede di liquidazione dell'Iva periodica dovuta o comunque in occasione di un controllo contabile

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