Abbigliamento: come capire se è un capo di qualità

18/03/2019
Attualità
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Al giorno d'oggi acquistare un capo d'abbigliamento di qualità e diventato sempre più difficile. Non basta più affidarsi al marchio o controllare il prezzo, perché spesso e volentieri anche i vestiti più costosi si rivelano essere realizzati con materiali scarsi. Questo si traduce in una durata inferiore, nella fastidiosa sensazione che la pelle non respiri e in altri difetti più o meno importanti. Ad ogni modo, acquistare un capo d'abbigliamento è davvero un'impresa, specialmente se si vuole qualcosa che sia di buona qualità. Tutto si complica ulteriormente quando abbiamo a che fare con l'abbigliamento per bambino: la pelle dei più piccoli è decisamente più sensibile di quella degli adulti. Se quindi a noi non può fare una grande differenza indossare una maglia realizzata con tessuti scadenti, un bambino potrebbe risentirne parecchio e trovarsi con reazioni allergiche, prurito, arrossamenti e via dicendo.

Per tutte queste ragioni, è fondamentale abituarsi a leggere le etichette e controllare con quali materiali sono realizzati i capi d'abbigliamento che stiamo per acquistare. Si tratta di una cosa da poco, che ci ruba pochi minuti di tempo ma che ci permette di fare un acquisto più consapevole ed evitare le classiche fregature che sono sempre dietro l'angolo!

I tessuti di qualità e quelli più scadenti

Quando si parla di tessuti di qualità, si fa sempre riferimento a quei materiali che sono composti da fibre naturali e quindi non sono trattati con prodotti chimici che potrebbero risultare dannosi o irritare la pelle.

Tessuti naturali e biologici

I tessuti naturali possono essere di origine vegetale o naturale e sono il cotone, la canapa, il lino, seta, lana, alpaca e cashmere. Attenzione, però, perché alcuni tessuti naturali potrebbe essere comunque trattati successivamente con prodotti chimici. Per essere certi di non correre rischi converrebbe quindi sempre acquistare quelli biologici, che sono naturali al 100%. In alcuni casi, la lana potrebbe irritare la pelle ma si tratta di una reazione del tutto normale e non dovuta a sostanze chimiche dannose per il nostro corpo. Nei neonati e nei bambini piccoli sarebbe però preferibile evitare i capi di pura lana, proprio perché potrebbero provocare prurito ed arrossamenti.

Tessuti sintetici

I tessuti sintetici non hanno nulla di naturale, perché sono composti da fibre derivanti dal petrolio e quindi altamente nocive non solo per la nostra salute ma anche per l'ambiente. I capi sintetici presentano numerosi vantaggi, ma a ben vedere sono tanti anche gli svantaggi, specialmente per chi li indossa. Sono infatti poco traspiranti, altamente infiammabili e provocano spesso allergie. È per questi motivi che sarebbe meglio evitarli, specialmente per l'abbigliamento dei bambini. I tessuti sintetici più diffusi sono il nylon, il poliestere, l'elastan ed il poliuretano.

Non sempre il marchio è sinonimo di qualità

Per comprendere se un capo è buono o meno, l'unica cosa che possiamo fare è controllare l'etichetta in modo da capirne la composizione. Sono moltissimi i marchi di abbigliamento famosi che producono capi sintetici e li fanno anche pagare parecchio. Meglio quindi evitare questi specchietti per le allodole, perché prezzo e marca spesso non sono sinonimo di qualità.

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