Sindaco di Riace, la difesa del pm: “Non è colpa nostra se fallisce il suo modello”

Lucano sospeso dalle funzioni di primo cittadino, che sarà interrogato dal gip di Locri

Nicola Di Santo
04/10/2018
Attualità
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“La nostra inchiesta non ha rappresentato un attacco al modello Riace. Se il modello Riace dovesse fallire, non sarà colpa certo della Procura di Locri”. E’ quanto ha detto il procuratore di Locri Luigi D’Alessio nel difendere il suo operato. Riferendosi ai rilievi mossi dal Gip nella sua ordinanza, ha aggiunto:  “Noi abbiamo ravvisato delle ipotesi di reato e quindi, procedendo, abbiamo fatto il nostro dovere. Stiamo, comunque, preparando il ricorso al Tribunale del riesame, che depositeremo nei prossimi giorni”.

Il primo cittadino di Riace Domenico Lucano, arrestato ieri dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'operazione Xenia, avrà la possibilità di rispondere alle accuse di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti mosse dalla Procura di Locri nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip della città calabrese Domenico Di Croce. 

Intanto, in ottemperanza a quanto disposto dalla legge, il sindaco è stato sospeso dalle sue funzioni dalla Prefettura di Reggio Calabria. Le funzioni di Lucano passano al vicesindaco Giuseppe Gervasi.

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