Spari contro migranti a Macerata, Luca Traini condannato a 12 anni di carcere

Il 29enne ha chiesto scusa in aula. Riconosciuta l’aggravante razziale

Nicola Di Santo
04/10/2018
Attualità
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Luca Traini, l’uomo che sparò colpi di pistola contro alcuni migranti a Macerata il 3 febbraio scorso per vendicare la morte di Pamela Mastropietro, è stato condannato in primo grado a dodici anni di reclusione per le accuse di strage aggravata dall'odio razziale e porto abusivo d'arma.

Questa la condanna inflitta dalla Corte d'assise di Macerata, che coincide con la richiesta della Procura. Il 29enne di Tolentino in aula ha chiesto scusa ammettendo di aver sbagliato.
Traini è stato ritenuto capace di intendere e volere. Per questo motivo, la Corte gli ha inflitto anche tre anni di libertà vigilata, da scontare eventualmente dopo la reclusione.

La Corte ha ritenuto l'imputato del tutto capace d'intendere e di volere: per questo a Traini sono stati inflitti oltre ai 12 anni di carcere anche tre anni di libertà vigilata che dovrà eventualmente scontare dopo il periodo di reclusione. Si tratta della sentenza di primo grado contro la quale la difesa, con ogni probabilità dopo aver letto la motivazione, proporrà ricorso in appello.

“Non provo nessun odio razziale, volevo fare giustizia contro i pusher per il bombardamento di notizie sullo spaccio diffuso anche a causa dell'immigrazione”, aveva detto Traini prima della lettura del dispositivo. “Ho avuto un'infanzia difficile ma non sono né matto né borderline. Il mio gesto - aveva spiegato Traini  - non è collegato al colore della pelle: un poco di buono può essere sia bianco sia nero. Grazie ai giudici e alle forze dell'ordine che stanno riportando la situazione alla normalità”.

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