Migranti, niente accordo con l'Ue. L'ira di Conte: "Conseguenze"

Secondo i partner "il flusso di migranti pro-capite è al di sotto di quello in altri Stati membri"

Nicola Di Santo
24/08/2018
Attualità
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Dura presa di posizione da parte del governo italiano dopo la fumata nera sull'accordo con l'Unione Europea in merito alla vicenda Diciotti. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia che "l’Italia ne trarrà le conseguenze".

D'ora in poi, scrive su Facebook, l'Italia "si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa". "L'Italia è costretta a prendere atto che l'Europa oggi ha perso una buona occasione: in materia di immigrazione non è riuscita a battere un colpo in direzione dei principi di solidarietà e di responsabilità che pure vengono costantemente declamati quali valori fondamentali dell'ordinamento europeo". 

Nella riunione convocata d'urgenza dalla Commissione Europea, dice ancora Conte, "non è stato dato alcun seguito" alle conclusioni dell'ultimo Consiglio Europeo di fine giugno. "Anzi. Da parte di alcuni Stati è stato proposto un passo indietro, suggerendo una sorta di regolamento di Dublino mascherato, che avrebbe individuato l'Italia come Paese di approdo sicuro, con disponibilità degli altri Stati a partecipare alla redistribuzione dei soli aventi diritto all'asilo", che sono una "percentuale minima".

Alla riunione tecnica degli sherpa, la richiesta dell'Italia non ha quindi riscontrato il favore dei partner. A influire sulla decisione, la quantità di flusso di migranti pro-capite, secondo gli alleati europei molto al di sotto di quello in altri Stati membri attualmente. Per questo motivo, non vi sarebbe necessità di condividere la responsabilità.

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