Tra le polemiche e gli scossoni: la Spagna come l’Italia nel 2006?

28/06/2018
Attualità
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Non è stato, finora, un Mondiale facilissimo per la Spagna. Basti pensare che, alla vigilia della partita contro il Portogallo, la prima giornata del Girone B della Coppa Del Mondo, la federazione spagnola ha deciso di fare fuori il ctLopetegui. Il motivo risiedeva nel fatto che l’ex commissario tecnico della Spagna era stato annunciato dal Real Madrid come successore di Zinedine Zidane. Il tutto è stato preso malissimo dai dirigenti della federazione, che hanno subito provveduto a destituirlo e a negargli la possibilità di guidare la Roja in un Mondiale che si era conquistato nelle qualificazioni- in cui, tra l’altro, aveva anche battuto l’Italia di Gian Piero Ventura - affidando, poi l’incarico a Fernando Hierro, ex colonna del Real Madrid, alla sua prima esperienza da tecnico ad alti livelli.

È in contesti come questi che si nota qual è l’importanza del gruppo in una Nazionale. Più che in un club, in cui l’allenatore può, quotidianamente, cercare di motivare i suoi calciatori al massimo, quando parliamo di una rappresentativa nazionale, è significativo avere calciatori dal grande tasso carismatico e capaci di trasmettere motivazioni e forza mentale a tutti gli altri. Da questo punto di vista, Fernando Hierro è una garanzia, essendo considerato un vero e proprio monumento della storia del calcio spagnolo. Assieme a lui, però, fanno la differenza anche calciatori del calibro di Gerard Pique, Sergio Ramos, AndresIniesta, gente che sa cosa significa comandare uno spogliatoio importante e che sicuramente sa quando e come bisogna alzare la voce.

La Spagna, per certi aspetti, potrebbe ricordare l’Italia del 2006, che si ritrovò in una situazione complicatissima.

Vicende diverse: da un lato c’è l’esonero del ct, che per gli azzurri fu fondamentale per quella splendida cavalcata nel Mondiale di Germania – parliamo ovviamente di Marcello Lippi -, mentre dall’altro ci fu uno scandalo che coinvolse molte società italiane, tra cui la Juventus, la quale era la più rappresentata. In entrambi i casi, il minimo comune multiplo è dato dalla capacità di cementificare il gruppo e di essere quanto più forti possibili. Solo così si può andare avanti, senza sentire le pressioni dall’esterno e senza cadere nel vortice dell’ansia, che può portare soltanto guai.

Grazie ai due gol arrivati in extremis - il pareggio dell’Iran e quello spagnolo contro il Marocco -, la Nazionale di Hierro si è qualificata come prima nel Girone B. Un dettaglio particolarmente rilevante, perché l’ha inserita nella parte bassa del tabellone della fase finale dei Mondiali, da cui potrebbe ricavare qualche vantaggio. Il primo è determinato dagli ottavi di finale, che vedranno la Nazionale di Hierrocontro la Russia. Sebbene i padroni di casa abbiano dimostrato, nelle prime due uscite, di essere in forma, appena si sono scontrati con un avversario qualitativamente più forte – l’Uruguay – sono usciti di scena. Non sono, sicuramente, uno scoglio così impensabile da superare.

Qualora passassero, gli uomini di Hierro si ritroverebbero, ai quarti di finale, la vincente tra Croazia e Danimarca. C’è da dire che Modric e compagni, fino ad ora, sono stati molto convincenti e un incrocio contro i croati non sembra sicuramente facile da affrontare. Evitare però i colossi come la Germania, il Brasile, l’Argentina e la Francia – le ultime due si affronteranno tra di loro, le prime può darsi – è, però, un vantaggio per gli uomini di Hierro. Che tra una polemica e uno scossone, possono ritrovarsi a recitare un ruolo da protagonisti nel Mondiale di Russia 2018.

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