A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica
1.000 nuovi casi di tumore maligno vengono diagnosticati ogni giorno in Italia[1]. I tumori colpiscono indistintamente uomini e donne di ogni età. Il tumore alle ovaie rappresenta una delle prime cinque cause di morte oncologica nelle donne fino ai 69 anni[1]. Denominato anche “killer silente” è uno dei tumori più frequenti nella popolazione femminile. La sua difficoltà alla diagnosi precoce, che gli ha valso il “soprannome”, è dovuta al fatto che i sintomi di questo tumore alle prime fasi risultano poco evidenti.
Le ovaie sono gli organi sessuali femminili, o gonadi. Sono due, a forma di mandorla e sono grandi tra i 2 e i 4 cm a seconda della fase del ciclo e dell’età2. Le ovaie sono la sede dove vengono prodotti gli ormoni sessuali femminili (estrogeno e progesterone) e le cellule uovo (ovociti)[2].
L’ovaio è composto da una regione centrale, midollare, e da una più esterna, corticale. Nella corticale sono presenti i follicoli oofori, unità che producono gli ormoni sessuali femminili[3]. I follicoli sono circondati da uno stroma connettivale ricco di cellule, responsabile delle modificazioni morfologiche dei follicoli stessi nel corso del ciclo ovarico. La zona midollare è costituita da tessuto connettivo contenente fibre elastiche e di muscolo liscio[3].
Il tumore ovarico prende origine quando le cellule che costituiscono l’ovaio stesso iniziano a dividersi in maniera incontrollata. Un carcinoma ovarico può originarsi a partire dalle diverse cellule che compongono l’organo; le diverse tipologie di tumore hanno un’incidenza differente a seconda dell’età della donna. Un tumore può prendere origine dallo stroma (e si parla in questo caso di tumori stromali) o dalle cellule germinali, adibite alla produzione degli ovuli. Infine, i tumori epiteliali originano dall’epitelio presente nell’organo e rappresentano la maggior parte dei casi, ovvero il 90%[4].
Tra i principali fattori di rischio che aumentano le probabilità d’insorgenza del tumore alle ovaie, ci sono le mutazioni sui geni BRCA. Queste alterazioni aumentano la probabilità in una donna di incorrere nello sviluppo di un tumore al seno o all’ovaio. Le donne con BRCA mutato e un’età superiore ai 70 anni hanno un rischio del 20-60% che insorga un cancro ovarico. Le forme ereditate del tumore ovarico, quelle determinate dalla trasmissione di geni BRCA mutati, rappresentano fino al 10% dei casi.[5]
La diagnosi del tumore alle ovaie si effettua solitamente nel corso di una visita ginecologica, con l'esame pelvico e la palpazione dell'addome. Il ginecologo valuta le dimensioni dell’ovaio in base alla fase del ciclo mestruale e l’età della paziente e svolge un’ecografia transaddominale o transvaginale. Un test molto utile per la diagnosi di carcinoma ovarico è il dosaggio del CA125 nel sangue, un marcatore i cui valori possono essere elevati in caso di presenza di un tumore ginecologico o non. Il dosaggio del CA125 combinato con l’ecografia transvaginale, può aiutare nella diagnosi del tumore all’ovaie[4].
Oltre all'ecografia, si può effettuare una TAC all’addome, un clisma opaco con bario o un esame di risonanza magnetica. Questi esami rivelano un quadro più completo e, in caso di tumore, aiutano ad individuare l’eventuale presenza di metastasi[4].
Dunque, la diagnosi precoce per il tumore alle ovaie si effettua tramite una ecografia transvaginale, la determinazione dei livelli di CA125 e l’esame pelvico. In caso di diagnosi precoce si deciderà immediatamente la strategia terapeutica più adatta per combattere e tenere sotto controllo il tumore.
Data la pericolosità del cancro all’ovaio, si consiglia ad ogni donna di recarsi periodicamente dal proprio ginecologo per effettuare controlli di routine. Inoltre, conoscere la propria predisposizione genetica allo sviluppo di questa forma tumorale è fondamentale per poter agire tempestivamente con un trattamento mirato. Test di screening genetici come il Test Sorgente BRCA permettono di rilevare, dopo un semplice prelievo di sangue, eventuali mutazioni sui geni BRCA1 e BRCA2.
Consulta il tuo ginecologo e un genetista medico per valutare una eventuale predisposizione al tumore al seno e all’ovaio.
Per ulteriori informazioni sul test genetico SorgenteBRCA: www.brcasorgente.it
Fonti:
1. I numeri del cancro – edizione 2017
2. Professione TSRM – Norme e conoscenze essenziali, a cura di Lucio Olivetti; Springer-Verlag, 2013
3. Anatomia dell’uomo, a cura di P. Castano, G. Ambrosi; edi-ermes; seconda edizione.
4. www.airc.it
5. Cancro dell’ovaio Guide Esmo/AFC, a cura dell’Anticancer Fund e della European Society for Medical Oncology, ed. 2014