È bello ciò che piace.

maria luisa abate
13/03/2018
Arte e Cultura
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Ieri sera, 12 marzo 2018, al Teatro Circus di Pescara, la compagnia Teatranti d’Abruzzo, guidati dalla regista e scrittrice Vittorina Castellano, si è esibita in un affascinante e colto spettacolo dal titolo È bello ciò che piace.

Che cosa è la bellezza, è poi vero che Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace? La bellezza può essere definita con questo assioma? Questo è stato il leitmotiv di tutta la manifestazione teatrale.

È poi vero che la bellezza si può definire a prescindere dalla cultura, dall’arte e comunque la bellezza è poi stereotipata e definita uguale per tutti? Quali sono i pensieri e le emozioni che suscita perché sia definita tale?

A sottolineare queste domande e questi interrogativi la ‘Palla di Giò Pomodoro’, esposta a Pesaro, è stata presa ad esempio per descriverla nella sua caratteristica forma e definirne la bellezza. È da quest’opera d’arte che la protagonista del romanzo giallo, Passato che uccide, scritto da Vittorina Castellano, comincia ad interrogarsi e che fa da conduttore del romanzo stesso.

Quindi che cosa è la bellezza? La bellezza è ciò che noi riusciamo a cogliere e quindi non è prescindibile dall’arte, dalla cultura nonché dalla scienza. La bellezza è stata considerata sin dall’antichità un valore come la verità, il bene e la giustizia, il concetto di bellezza non può essere categorizzato né reso sterile da una semplice definizione, con essa devono essere presei in considerazione la cultura che è intrisa di bellezza, la scienza che spesso parte dalla bellezza.

Le protagoniste della pièce teatrale che, come nella casa del grande Fratello anzi della Grande Sorella, chiuse in una stanza e protetta da un vetro trasparente, dove possono essere viste senza vedere, si interrogano partendo proprio dall’opera di Pomodoro, giungendo, dopo varie dissertazioni, alla conclusione che: è bello ciò che piace.

Recita, danza, canto hanno arricchito la ricerca della bellezza mostrando proprio le varie sfaccettatura che questa assume a seconda di chi la vede e la definisce e di chi la manifesta.

A partecipare alla recita teatrale, oltre i teatranti d’Abruzzo, alcuni amici artisti, come la pittrice Cinzia Napoleone, la poetessa Rosetta Clissa, il cantante Marco Sperandii, la ballerina di flamenco Fiorella Camerlengo Nobilio e la giovane e leggiadra ballerina Giulia Garrisi, la pianista Milena Belousova, il musicista Biagio Di Carlo che ha musicato le canzoni scritte da Vittorina Castellano e una scritta dalla poetessa e scrittrice Daniela Quieti, anche lei intervenuta allo spettacolo.

Oltre a Vittorina Castellano, in veste di attrice, i protagonisti dello spettacolo sono stati Matteo Bianco, Debora Cappa, Giorgio Ciampoli, Orietta Cipriani, Marco D’Agostino, Marco D’Angelo, Angela Di Teodoro, Rossana Garibaldi, Pieraldo Leporini, Enzo Littore, Marisa Lupese, Annadonatella Passeri, Silvana Roatta, Chiara Rossi, Adelio Tilli.

La manifestazione ha avuto anche uno sfondo sociale in quanto, parte del ricavato, sarà devoluto per la causa della sensibilizzare presente e futura contro ogni discriminazione etnico razziale.

FOTO DI LEONARDO PAGLIALONGA

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