Andrea Pinto, l'intervista

desa-comunicazioni
29/12/2017
Attualità
Condividi su:

Siamo qui con Andrea Pinto, cantautore di Avellino, il quale ama deifinire la sua musica Indie rock , anche se in realtà, il gran numero di influenze e contaminazioni: Grunge, Country, Folk, dando un ‘impronta originale alle sue canzoni da poterle catalogare come totalmente Alternative. Canzoni che, complice la notevole carica poetica dei suoi testi, nonché un timbro di voce del tutto unico e inimitabile, hanno fatto sì che queste , entrassero nei circuiti radiofonici di diverse emittenti nazionali, arrivando spesso tra  le prime dieci posizioni in classifica. Ma conosciamo più da vicino Andrea, facendo a lui qualche domanda sulla sua musica….

Ciao Andrea
Il tuo attuale singolo in radio è “L’IDEA”, una ballata Pop Rock, con alcune influenze Country; il titolo riassume in una sola parola, tutto il significato della canzone, la quale vuole render conto di tutte quelle rappresentazioni che elabora la nostra mente,  Rappresentazione che restano appunto delle idee, senza per questo rispecchiare l’effettiva realtà… Sembra quindi che il testo della canzone vada proprio a descrivere l’approccio del cantautore che si ritrova  a riversare nelle parole e nella musica un modo di vedere le cose personale, derivato dalla sua sensibilità.. riflette tutto questo un po’ il tuo modo di concepire la musica e le canzoni?

Si certo, la musica e le parole sono un'espressione del mio essere e delle esperienze che hanno contribuito alla mia formazione umana ed artistica, ma non solo questo...l'arte, e in questo caso la musica, per me e' anche prendere una posizione critica nei confronti di un mondo materialista e insensibile che cerca di divorarti ogni giorno con il suo falso perbenismo e con la sua ipocrisia.
La musica dovrebbe essere anche consapevolezza della situazione in cui viviamo e in un certo senso uno strumento di lotta, se pur pacifica, e di emancipazione.

Spicca immediatamente dalle tue canzoni questa timbrica graffiata e profonda del tutto particolare, tipica del Grunge americano, è questo un genere che ha influenzato in modo particolare la tua musica?  E, pensi sia possibile proporre oggi in Italia questo genere?

Diciamo che il “Grunge”e' stata la colonna sonora della mia adolescenza, ma non mi definirei
influenzato solo da esso,  in quanto anche altri generi hanno contribuito alla mia formazione. Sicuramente la filosofia anticonformista e nichilista del Grunge la sento molto mia, non posso negarlo, pero non mi piace molto essere categorizzato e credo che ogni mia canzone sia un'esperienza unica e mistica, almeno per me, nella quale non sono io a definire le regole o il genere, ma e' l'energia e la magia della musica stessa a farlo.
In Italia non credo che il Grunge possa ritornare, purtroppo... la musica ha preso un'altra direzione
nel nostro Paese. Non mi piace per niente l'attuale panorama musicale italiano, intendo quello “Main Stream”. Noto, tranne qualche rara eccezione, molta roba vecchia e noiosa che non mi da nessuna emozione, sinceramente. E' un mercato predefinito o prescelto, imposto. Personalmente a me non piace la musica che ci viene proposta imposta negli ultimi tempi, il che avviene un po ovunque, non solo in Italia. Sono legato al discorso indipendente e credo che alla fine vincera' perchè la gente non ne può proprio più di ascoltare una musica suonata per soldi, non per passione.
Malgrado tutto, devo costatare, con mia grande gioia, che ci sono tanti gruppi e cantautori indie italiani, confinati nel underground, che sono bravi, sinceri e che hanno colto in pieno il vero significato dell'arte e della musica d'autore. E' anche grazie a loro che mi sento orgoglioso di essere italiano, al giorno d'oggi.

Dopo sospiri e immagini, hai pubblicato il tuo ultimo album autoprodotto  dal titolo “SUB ROSA”, qual è il significato dietro questo titolo e, in che  modo raccoglie quindi, quello delle canzoni in esso contenute?

“Sub Rosa” indica un qualcosa di privato, nascosto... Quindi le canzoni raccolte sono tutte molto intime ed in un certo senso segrete. Il linguaggio talvolta un po' criptico dei testi può risultare poco comprensibile ad un ascoltatore non molto attento o poco interessato, pertanto credo che soltanto chi e' predisposto a tal tipo di esperienza possa capire il mio messaggio. Le canzoni contenute sono il frutto di considerazioni sulla vita ed esperienze private che voglio condividere solo con chi ha la predisposizione ad accettarle e capirle.

Ascoltando le tue canzoni com’è detto, si nota una sorta di poeticità grazie a parole quanto mai rare e difficilmente riscontrabili nelle attuali canzoni Pop. Ritieni che il cambiamento di linguaggio nelle canzoni sia dovuto anche ad un diverso uso quotidiano della lingua italiana degli ultimi tempi?

Si credo che sia così. Il linguaggio che uso non è pop. Mi piace la poesia e il testo di una canzone deve essere non meno interessante della musica, a mio parere.
Per quanto riguarda il cambiamento di linguaggio nella musica italiana, si credo che sia fortemente
influenzato dall'attuale cultura di massa e dal suo uso colloquiale, e anche se sotto certi punti di vista, può risultare interessante, posso dire che non è il mio stile. Amo la sperimentazione e scrivo in maniera diversa, usando termini e metafore diversi dal solito che conferiscono alle canzoni un qualcosa di originale, amplificando moltissimo le immagini proiettate dalla musica e creando delle atmosfere a tratti idilliache e romantiche e a tratti arcane e oscure.

Prima di salutarci, quali altri progetti hai in serbo per i tuoi fan? Un nuovo singolo, un disco in cantiere…?

Attualmente ho riproposto un Remastering di un mio vecchio singolo “Purple Cloud”nelle radio. Quindi tutti coloro che lo conoscono, potranno riascoltarlo ancora durante le festività natalizie. Il brano andrà in classifica 7va.fm e anche nella classifica nazionale indie e spero che mi dia ancora delle belle soddisfazioni. Poi dimenticavo, recentemente ho registrato un nuovo singolo che farà parte del mio terzo album che è appunto in cantiere...canzone dopo canzone, radio dopo radio, concerto dopo concerto, giorno dopo giorno, un nuovo fiore nascerà...
Un saluto e un abbraccio a tutti e buone feste!

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: