Stop allo Ius soli: manca numero legale

Si ferma il DDl al Senato non erano presenti abbastanza votanti

Samantha Ciancaglini
23/12/2017
Attualità
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Mancava lo step finale, l'ultima spinta per approvare questo ddl tanto amato dal Pd e tanto odiato dalla Lega Nord. Parliamo dello Ius Soli.

Dopo la vittoria della legge sul biotestamento, molti partiti speravano nella buon uscita dell'ultimo ddl tanto dibattuto; in mancanza di un numero legale per poter votare lo Ius Soli è sfumato ancora.

L'Aula di Palazzo Madama dopo l'ok alla manovra ha iniziato la discussione sul provvedimento con l'esame delle pregiudiziali di costituzionalità. Roberto Calderoli chiede al Presidnete Grasso di procedere alla verifica dei presenti legalmente. Ma alla conta, il numero necessario per la legalità mancava.

La votazione è stata rimandata quindi al 09 gennaio 2018.

Assenti 29 dem (che comunque non sarebbero stati sufficienti per raggiungere il quorum), tutti i 5 Stelle e la quasi totalità dei centristi.

"Sulla mia pregiudiziale di costituzionalità sullo ius soli - dichiara Roberto Calderoli (Lega), vicepresidente del Senato - e sulla mia richiesta di verifica del numero legale, nell'aula del Senato è mancato il numero legale e lo ius soli, come avevo già annunciato ieri, è definitamente naufragato. Colpito e affondato. Morto e sepolto. Per me è una grande vittoria, perchè sono stato io in questi due anni e mezzo, con le mie decine di migliaia di emendamenti, a bloccare in commissione e poi in Aula questa assurda e inutile proposta di legge che serviva solo a regalare un milione di nuovi voti al Pd. E ora tutti quelli che a sinistra fingevano di digiunare per lo ius soli, saltando il pranzo ma non la cena, possono anche tornare a mangiare, anche se temo che il panettone stavolta gli andrà di traverso".

Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef Italia, commenta l'accaduto come una "vicenda incivile", "È un atteggiamento davvero inaccettabile - ha aggiunto - quando si tratta di bambini e ragazzi. L'Italia ha violato l'art.2 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza in materia di non discriminazione, è un dato di fatto malgrado le continue raccomandazioni dei Comitati Onu".

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