Clan Casalesi: arrestato imprenditore del settore rifiuti

Operazione della Dia condotta dalla Procura di Napoli

redazione
10/12/2013
Attualità
Condividi su:

Due arresti per estorsione aggravata dal metodo camorristico da parte della Direzione Distrettuale Antimafia nell'ambito di una articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Ai due indagati, chiarisce una nota della Dia, viene contestato di aver costretto i titolari di una societa' attiva nel settore dei trasporti a cedere le quote e la gestione della societa' ai precedenti titolari, agendo con modalita' mafiose ed avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla partecipazione al sodalizio dei Casalesi.

      Uno dei destinatari del provvedimento restrittivo e' Cipriano Chianese, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari: imprenditore operante nel settore dei rifiuti, e' imputato - nel processo in corso di celebrazione dinanzi alla Corte d'Assise di Napoli - per il delitto di avvelenamento delle falde acquifere, disastro ambientale, delitti finalizzati ad agevolare il sodalizio dei Casalesi nonche' associazione di tipo mafioso ed estorsione.

      Secondo quanto emerge dall'ordinanza notificatagli, risulterebbe "mandante, regista e, insieme ad altri, parziale esecutore delle
attivita' delittuose che nel dicembre 2005 portarono alla cessione delle quote della suindicata societa' di trasporti e del relativo complesso aziendale a Francesco Chianese, fratello dello stesso Cipriano".

L'attivita' investigativa svolta dalla Dia di Napoli, unitamente all'attivita' di analisi delle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, hanno permesso di "palesare come operazioni societarie di cessione e di retrocessione di quote sociali, concretizzatesi in modo anomalo nell'arco di soli due mesi, celassero, in effetti, un'azione estorsiva, commessa con modalita' mafiose in danno dei formali acquirenti delle quote sociali", spiega la nota.

      Della vicenda riferiva un collaboratore di giustizia, gia' affiliato alla suddetta organizzazione camorristica, le cui dichiarazioni - analizzate in relazione agli esiti di precedenti attivita' investigative (escussioni testimoniali, intercettazioni, acquisizioni documentali) in precedenza non compiutamente interpretabili - hanno portato alla riapertura delle indagini archiviate nel 2011.

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: