Un dato rassicurante e uno un pò meno: cresce il reddito disponibile, ma quasi una persona su tre è a rischio povertà, "una significativa e diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d'acquisto delle famiglie (riferito al 2015), ma anche un aumento della disuguaglianza economica e del rischio di povertà o esclusione sociale".
Cresce di circa 2500 euro al mese il reddito disponibile per le famiglie italiane, pari a 29.988 euro. Il reddito cresce anche nel Mezzogiorno, in misura quasi doppia rispetto a quella registrata a livello nazionale, restando sempre su un volume molto inferiore.
Un quadro positivo, se non che quasi una persona su tre, il 30% della popolazione italiana è a rischio povertà. Per l’istituto "aumentano sia l'incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%)". Secondo l'Istat, nel 2016 erano 18,136 milioni le persone a rischio povertà o esclusione sociale. Numeri che vedono gli obiettivi prefissati dalla Strategia Europa 2020 "ancora lontani: la popolazione esposta a rischio di povertà o esclusione sociale è infatti superiore di 5.255.000 unità rispetto al target previsto".
Un sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata. Quindi, esclusi gli affitti figurativi, si stima che il rapporto tra il reddito equivalente totale del 20% più ricco e quello del 20% più povero sia aumentato da 5,8 a 6,3.