Una donna ai vertici di Cosa Nostra: arrestata

Moglie di Salvino Madonia, portava all'esterno gli ordini del boss

Samantha Ciancaglini
05/12/2017
Attualità
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Palermo, associazione mafiosa di Resuttana: arrestata la boss, Maria Angela Di Trapani, figlia di un capomafia e moglie dello storico boss Salvino Madonia.

La donna, "a picciridda", era goà stata arrestata nel 2008, grazie ai pentiti che l'avevano denunciata: sfruttava i colloqui in carcere col marito e i cognati Nino e Giuseppe, entrambi capimafia ergastolani, per mantenere i contatti dei familiari col mandamento di Resuttana, guidato dai Madonia dai tempi in cui a comandare era il suocero di Mariangela, Francesco.

Figlia del boss Ciccio Di Trapani, sorella di un altro boss, Nicola, era soprannominata in famiglia "a picciridda". In una intercettazione il fratello ne parla con tenerezza: "Mariangela ha sofferto da picciridda" perché - raccontava - durante la latitanza del padre "a scuola non c'è più andata per amore di mio padre e di me... perché se ne è voluta venire con noi".

Prende in mano le redini del patrimonio familiare, diventando una vera e propria boss: fa uccidere l'allora reggente di San Lorenzo Giovanni Bonanno, che, oltre a a fare la cresta sulle casse del clan, sarebbe avrebbe messo in giro la voce che il figlio di Mariangela e Salvino Madonia, Francesco, fosse frutto di un tradimento e non di un concepimento in provetta. Un affronto che non poteva restare impunito. "La risposta che tu devi dare a Salvo è che quello non c'è più" diceva Nino Madonia a Mariangela, che poi avrebbe trasmesso il messaggio al marito.

Cosa nostra stava per tornare a uccidere: nel mirino Giovanni Niosi, uomo d'onore già arrestato in passato. Mestiere ufficiale vigile del fuoco, fedelissimo del boss Salvatore Lo Piccolo con la passione per il cinema, Niosi doveva morire perché aveva deciso di patteggiare una condanna: scelta ritenuta dai mafiosi disdicevole. E' uno dei particolari dell'inchiesta della Dda di Palermo che ha portato oggi a 25 arresti.
A salvargli la vita sarebbe stata la mediazione dei vertici mafiosi del clan di Porta Nuova. Niosi nel 2002 aveva interpretato il ruolo di un mafioso in una delle puntate di Blu Notte di Carlo Lucarelli dedicata alla strage di Capaci.

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