IL GRILLINO BERTOLA SPIEGA SU FACEBOOK IL GIOCHINO DELLE POLIZZE VITA

Matteo D’Errico
03/02/2017
Attualità
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Una da 30mila euro, stipulata nel gennaio 2016 e priva di scadenza, l’altra da 3mila euro con scadenza nel 2019. Sarebbero due le polizze vita stipulate da Salvatore Romeo a favore di Virginia Raggi. Fatto “penalmente non rilevante” per i pm che ieri hanno interrogato per oltre 8 ore il sindaco pentastellato, in quanto non emergerebbe un’utilità corruttiva: si è appreso che si tratterebbe di polizze da investimento che non presupporrebbero la controfirma del beneficiario. I magistrati avrebbero bollato come “fantasiose” le causali delle due polizze prodotte da Romeo, che in una avrebbe scritto “figlia” – ma lui non è padre – e in un’altra “motivi affettivi” che lo legherebbero alla sindaca. I magistrati avrebbero inoltre appurato, e per questo non vi sarebbe la necessità di sentirlo, che in quelle polizze vi sarebbero solo soldi di Romeo, che le usa da anni come strumenti di investimento. Il grillino Vittorio Bertola, ex capogruppo del Movimento 5 Stelle al comune di Torino, spiega su Facebook come funziona il giochino delle polizze vita: Visto che molti non capiscono la vicenda Raggi-Romeo, vi spiego come funziona il giochino delle polizze vita. Da parecchi anni si sono diffuse polizze vita che lo sono solo di nome; in realtà sono contenitori di soldi da investire, che però godono delle agevolazioni fiscali delle polizze vita. In particolare, sono impignorabili e permettono di nominare un beneficiario anche diverso dai propri eredi, il quale riceverà i soldi senza pagare le tasse che ci sarebbero sulla successione o sul pagamento di una fattura o di un reddito, e senza tutti i controlli su bonifici o pagamenti in contanti di importo elevato. Molte di queste polizze permettono inoltre il riscatto, pur pagando una penale, anche se l'assicurato non è morto; basta che sia trascorso qualche anno. Detto quindi che la vicenda è tutta da chiarire e che bisognerà capire i dettagli della polizza e gli altri fatti, il giochino poteva funzionare così: io che voglio un favore dal futuro sindaco di Roma, prima delle elezioni prendo una polizza e lo nomino come beneficiario; dopodiché, se lui vince e mi fa il favore, io faccio passare il tempo minimo necessario e poi riscatto la polizza e lui incassa, altrimenti cambio di nuovo il beneficiario e mi tengo i soldi senza alcuna spesa. Se poi volessi essere sicuro, prima delle elezioni potrei fare la stessa cosa verso esponenti di partiti diversi, così posso poi fare il giochino chiunque sia a vincere. E' vero che non è necessario che il beneficiario sia d'accordo o lo sappia, ma sarebbe piuttosto strano che io, neo-sindaca di Roma, nominassi come mio braccio destro di totale fiducia uno che mi vuole talmente male da cercare di ricattarmi a mia insaputa; e se fossi sotto ricatto, sarebbe piuttosto strano che, una volta scopertolo, invece di andare a denunciarlo io gli triplicassi lo stipendio. – 3 febbraio 2017 

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