INCOMPRESI A 5 STELLE

Matteo D’Errico
07/09/2016
Attualità
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“Sono stato frainteso”… Una frase sentita e risentita e che sa tanto di passato. Un frase che si addice molto ai fatti di cronaca romana. Ma che non può essere una giustificazione. Il vicepresidente della Camera Di Maio è nell’occhio del ciclone perché il resto dei dirigenti del direttorio lo accusa di aver saputo dell’indagine sulla assessora Paola Muraro. E sulla Stampa si giustifica dicendo: “Scusate, ho letto quella mail (delle Taverna ndr) ma ho capito male”. Di Maio si fa sentire poco dopo su Facebook dove scrive che “il sistema dei partiti e dell’informazione legata ad essi ha montato un caso incredibile che tocca a noi smontare in un minuto. E oggi lo sta montando anche su di me”. Insomma la colpa ovviamente è degli altri. Una vicenda su cui Roma rischia di incartarsi del tutto con i Cinque Stelle incapaci per il momento a sciogliere la matassa in cui sono aggrovigliati con le loro stesse mani. Grillo,  nonostante sia stato a Roma, ha scelto di telefonare alla Raggi per farsi raccontare da lei la sua versione di quanto accaduto negli ultimi giorni, ribadendo che il movimento deve rimanere unito adesso più che mai perchè Roma è troppo importante. Il nodo cruciale  riguarderebbe solo la poltrona dell’assessore all’ambiente Paola Muraro. La sindaca avrebbe ribadito a Grillo di essere in attesa di leggere le carte per poi prendere una decisione. I due sarebbero entrati nei tecnicismi del caso giudiziario e, a quanto si apprende, non sarebbe più in discussione la posizione dell’assessore al bilancio Raffaele de Dominicis. Mentre secondo fonti del M5S, Marra a breve sarà ricollocato fuori dall’ufficio del Gabinetto del Comune di Roma. “Diamo fastidio a qualcuno ma nessuno ci fermerà” ha detto Virginia Raggi, in un post sul blog di Beppe Grillo. “Ho deciso di prendere dei provvedimenti per la riorganizzazione della macchina amministrativa – ha scritto ancora – ma ora Roma ha bisogno di altri e più urgenti interventi. Io e la mia Giunta siamo stati chiamati a lavorare per questo”. Dopo la decisione del direttorio, organo che evidentemente decide su tutto, anche sulla legittimità delle scelte dei cittadini che si sono espressi attraverso il voto dando alla Raggi la carica di sindaco e quindi di scegliersi la squadra che ritiene più opportuna, i Cinque Stelle cercano il modo di rilanciare l’amministrazione di Roma Capitale. A dire il vero usare la parola ‘rilanciare’ è curiosa, in quanto il lavoro della giunta non è ancora cominciato. E dal palco di Nettuno Grillo, Di Maio e Di Battista danno alla Raggi il via libera ad andare avanti. "Raggi è dentro una situazione difficilissima e sta reggendo benissimo. Virginia è nella stessa situazione del primo sindaco nero in Missisippi nel 1968. Dicevano che era impossibile ma si è avverato. E noi siamo l'impossibile. Tutti avevano detto che era impossibile ma ce l'abbiamo fatta - ha aggiunto Grillo -. Raggi andrà avanti e noi vigileremo. Stiamo sfondando un sistema che era in piedi da 50 anni, che ci crediate o no. Andate a fanc... tutti!", ha quindi concluso il suo intervento rivolgendosi agli avversari del M5s. Di Maio, al centro della bufera perché accusato di aver deliberatamente taciuto sull'iscrizione nel registro degli indagati dell'assessore romano Paola Muraro, di cui era stato informato con una mail dalla parlamentare (e membro del mini direttorio romano) Paola Taverna, si scusa dal palco: "Ho commesso un errore. Ho sottovalutato" il contenuto della mail. "Non l'ho detto a Roberto, Carla, Carlo, Alessandro, l'ho sottovalutata e sono qui a dirvelo negli occhi - ha detto Di Maio -. Ho pensato che l'iscrizione nel registro degli indagati venisse da un esposto di uno del Pd". "24 ore su 24 si parla di Roma, mentre il Pil è fermo, mentre abbiamo 9 milioni di poveri. I giornali trattano questo governo come dei geni della politica che stanno risollevando il Paese", ha quindi aggiunto Di Maio. "Siamo entrati in Parlamento, nelle regioni, ovunque, perché a noi queste cose non stanno bene e vogliamo cambiarle. Possiamo fare degli errori ma senza togliervi un euro dalle tasche. Continuiamo a lavorare per far crescere questo movimento e provare a cambiare tutto", ha concluso. E Di Battista sul caso Muraro, spiega: "Noi qualche errore lo abbiamo fatto ma sempre in buona fede. Se avessero adottato gli stessi parametri usati con noi anche con gli altri ora l'Italia sarebbe più pulita". – 7 settembre 2016 

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