'L'Italia si ferma' contro il 'far west della globalizzazione che ha sterminato il nostro lavoro'

Lunedì la giornata di mobilitazione. 'Nessun colore politico', sottolineano i promotori

a cura della redazione
05/12/2013
Attualità
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Non solo antagonisti e rivoluzionari, ma anche trasportatori, Cobas del Latte, attivisti del movimento dei Forconi: sotto l'unico slogan 'L'Italia si ferma', per la giornata di mobilitazione di lunedì 9 dicembre si raccoglieranno in una protesta comune comitati e coordinamenti di estrazione sociale e politica diversa se non opposta, decisi a ''portare in strada la rabbia popolare e la sete di giustizia'' contro ''il far west della globalizzazione che ha sterminato il lavoro degli italiani''.

Possibili, già dalla serata di domenica, blocchi stradali su strade e autostrade in entrata a Roma e in altre città come Napoli, Perugia e Padova, cortei improvvisati, occupazioni e iniziative estemporanee di protesta. Una mobilitazione che naturalmente non sfugge all'attenzione degli apparati di sicurezza, che non sottovalutano le possibili conseguenze in termini di ordine pubblico che potrebbero essere originate da interruzioni alla circolazione e cortei spontanei. Diverse fonti fanno però notare che ''si tratta di un movimento di per sé molto eterogeneo, che non mostra certo caratteri di compattezza al suo interno ma che, al contrario, si presenta alla prova della piazza animato da formazioni schierate su fronti politicamente contrapposti''. Il riferimento è all'annunciata adesione di Forza Nuova alle istanze dei movimenti che manifesteranno lunedì, una posizione che viene definita ''una provocazione politica'' nelle pagine web della sinistra antagonista.

La 'doppia anima' politica del movimento di protesta, si fa notare, costituisce un elemento di attenzione in più per i responsabili della sicurezza. ''Ma la nostra protesta non ha colore politico: non è di destra né di sinistra, è solo la mobilitazione di gente esasperata che punta a demolire un sistema e che chiede alla politica di trovare soluzioni alla crisi che paralizza l'economia. In caso contrario la strada è una sola, Camere sciolte e nuove elezioni'', dice all'Adkronos Mariano Ferro, del Movimento dei Forconi.

Alla mobilitazione prenderanno parte tra gli altri gli attivisti dei Cobas Latte, Forconi, Movimento Autonomo Trasportatori. ''Per il momento non è previsto un corteo, il che non esclude che ci possano essere iniziative spontanee. Organizzeremo presidi in prossimità di autostrade e strade principali'', aggiunge Mariano Ferro. Tra i promotori della manifestazione è palpabile la preoccupazione che alla protesta venga assegnato un 'cappello' politico. Su 'Sollevazione', foglio telematico del Movimento Popolare di Liberazione, si precisa che ''non saranno accettati simboli di partito, che la protesta sarà non violenta, che i nostri valori sono quelli scolpiti nella nostra Costituzione democratica, calpestata da coloro che hanno giurato di difenderla, e sorta grazie alla vittoriosa lotta di popolo contro la dittatura nella quale in forme diverse ci ha riportati questa classe dirigente. Proprio oggi, che il nostro Paese è sull'orlo del baratro, quella straordinaria lotta di popolo resta un esempio da seguire. Per quanto ci riguarda sarà la rivoluzione degli onesti''.

L'evoluzione delle proteste di piazza verso forme di protesta 'statica' nei centri cittadini o in luoghi di particolare rilevanza sotto il profilo della sicurezza è da tempo all'attenzione dell'intelligence, che nelle più recenti analisi dedicate alle attività di ''proselitismo e supporto mobilitativo'', ha segnalato che l'elemento dell'occupazione delle piazze, come avvenuto a Roma il 18 e 19 ottobre scorso, ''potrebbe assumere un rilievo strategico, in quanto facilmente replicabile a livello locale e per i diversi ambiti di lotta nonché in grado di favorire l'aggregazione e la condivisione anche da parte di ambienti meno ideologicamente connotati''.

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