56.817 i detenuti presenti nelle nostre carceri: 2.967 in più rispetto a un anno fa.
Un sovraffolamento pari al 113%, un dato registrato dall'Associazione Antigone, nel pre-rapporto sulle carceri italiane. Il dato è stato presentato alla Camera.
Con un tasso simile di crescita, secondo Antigone, di 3mila detenuti l'anno, alla fine del 2020 si tornerà alla situazione di "emergenza" del 2010: la capienza del nostro sistema carcerario resta infatti sostanzialmente stabile con 50.241 posti al 30 giugno 2017. Da giugno a luglio si è registrato un leggero calo, dovuta "l'aumento dei permessi nei periodi estivi ma a breve - osserva l'associazione - la popolazione detenuta riprenderà a crescere".
Una situazione disastrosa anche per le strutture che ospitano i carcerati: molte delle strutture, infatti, attendono ancora delle ristrutturazioni o bandi di gari per lavori, interi padiglioni sono chiusi e inutilizzabili perchè inagibili, mancano le docce e il personale. Antigone parla, per quanto riguarda le carceri visitate, di una media di 1,7 detenuti per ogni agente, un dato "tra i più bassi - rileva - di tutta l'Unione europea", e definisce "drammatica" la situazione degli educatori. A lavorare, nei penitenziari visitati, è circa il 30% dei detenuti, ma nel 26% degli istituti non vi sono datori di lavoro esterni, nel 6% non ci sono corsi scolastici attivi e nel 43% non ci sono corsi di formazione professionale. Solo ad Opera, la delegazione di Antigone ha rilevato, durante la sua visita, la possibilità di fare colloqui via Skype con i familiari, e solo nel carcere di Alessandria è possibile una qualche forma di accesso ad Internet.
Aumentati i detenuti in custodia cautelare, inesistenti le condanne in semilibertà: al 30 giugno scorso sono in tutto 42.109 detenuti sottoposti a misura diversa da quella carceraria. Quasi 14mila (13.972) sono in affidamento in prova ai servizi sociali, 10.341 in detenzione domiciliare, e soltanto 808 in semilibertà. Mentre è alto il numero dei sottoposti alla messa alla prova (9.678), solo il 10% di tossicodipendenti (o alcooldipendenti) detenuti sono in affidamento in prova.
Dal 1992 a oggi i casi di ingiusta detenzioni sono costati 630 milioni.
In quest'anno sono avvenuti 27 suicidi in cella, 34 morti per altre cause, diminuti in confronto allo scorso anno, rispettivamente 45 e 70.