Disegno di legge Quintarelli: prosegue il cammino dell’agenda digitale

Susanna M.
07/07/2017
Attualità
Condividi su:

Internet e trend digitali: cosa c’è oggi in agenda? Le novità sono tantissime, a partire dal disegno di legge Quintarelli, fino ad arrivare a tutte le altre specifiche della cosiddetta “Agenda digitale”, il cui scopo è uniformare anche l’Italia ai nuovi trend relativi ad Internet e a tutte le componenti ad essa legate. Grazie a queste vere e proprie mission, si cercherà di dotare il nostro Paese di infrastrutture e di servizi migliori, in modo tale da ridurre quel digital divide che oggi ci lascia come degli autentici “cittadini europei di Serie B” per quanto concerne l’accesso alla rete e l’utilizzo delle nuove tecnologie. Ed è proprio in questa logica che si pone il nuovo decreto legislativo Quintarelli, che ha lo scopo di impedire l’abuso da parte delle ditte produttrici di smartphone e dalle aziende che operano nel settore della telefonia.

 

DDL Quintarelli: un interessante approfondimento

Il disegno di legge Quintarelli, il cui nome è stato dato in onore dell’esperto informatico che l’ha redatto (appartenente al gruppo “Innovatori alla Camera”), ha un chiaro obiettivo: garantire ai cittadini la possibilità di usufruire di qualsiasi tipologia di servizio telematico, senza per questo doversi scontrare con le logiche di “cartello” dei produttori di smartphone come ad esempio Apple, e degli operatori di telefonia. Il suddetto DDL, approvato al Senato e prima ancora alla Camera, adesso dovrà scontrarsi con alcune frange che vedono nel disegno un tentativo di violare la libertà d’impresa.

Da un lato, dunque, c’è chi sostiene che questo decreto legislativo possa ledere l’autonomia decisionale dei player su un mercato che comunque al momento è molto competitivo. Dall’altro, i sostenitori del disegno di legge Quintarelli sostengono che sia una misura necessaria per rispettare la “net neutrality”: una legge che consentirebbe agli utenti di accedere a qualsiasi servizio in rete, indipendentemente dal produttore dello smartphone. Di contro, la questione rimane spinosa, perché la “net neutrality” potrebbe violare a sua volta la legge di tutela d’impresa voluta dall’UE.

 

Agenda digitale: le sfide oltre il DDL Quintarelli

Il disegno di legge Quintarelli non è che un tassello di un piano molto più largo e approfondito, noto appunto come “Agenda digitale”. Lo scopo della suddetta agenda è quella di allinearsi agli obiettivi e alle scadenze che l’Unione Europea ha imposto entro il 2020 in quanto a sviluppo di tecnologie e a infrastrutture per la copertura della rete Internet in Italia, considerando che siamo abbastanza indietro rispetto agli altri paesi europei.
Di fatto, l’Agenda è una vera e propria risposta, non solo all’Europa ma anche alle aziende e ai cittadini che chiedono il rispetto dei propri diritti di navigazione, sia per una questione di accesso paritario alle informazioni, sia per una maggiore competitività nei mercati. Ed è proprio per questo che fra le sfide più importanti troviamo l’obiettivo di garantire all’85% la copertura del Paese con la banda ultra larga. Una necessità che oggi alcuni operatori come Linkem permettono di soddisfare offrendo anche internet a casa senza linea fissa, rendendo così il servizio più agile e flessibile, adatto soprattutto alle esigenze dei giovani che usano sempre meno la rete fissa. In questo modo la penetrazione di internet può essere più capillare, aiutando così il sistema Italia a ripartire sotto l’aspetto fondamentale della digitalizzazione.

 

Quali sono gli obiettivi raggiunti dall’Agenda digitale?

L’Agenda digitale è già attiva da ben quattro anni: ma quali sono stati gli obiettivi finora raggiunti? Innanzitutto la digitalizzazione dei processi nell’ambito delle Pubbliche Amministrazioni, che oggi consente al cittadino di interfacciarsi in modo “smart” con i servizi delle PA, proprio attraverso la rete e le specifiche piattaforme telematiche create ad hoc. Inoltre, questa mossa dell’Agenda digitale non ha solo favorito i comuni cittadini, ma anche le casse dello stato: il sistema è così snello e agile che è riuscito a ridurre del 30% le spese pubbliche relative al settore delle PA.

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: