Alberto Stasi: confermata la condanna di 16 anni

La Cassazione rigetta il ricorso da parte dell'imputato

Samantha Ciancaglini
28/06/2017
Attualità
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Alberto Stasi condannato definitivamente a 16 anni di carcere per la morte della fidanzata Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007.

I giudici della prima sezione della Corte Suprema hanno ritenuto inamissibile la richiesta di rivedere la sentenza: il ricorso parte da una svista da parte della Cassazione che non avrebbe risentito i 19 testimoni. Secondo Stasi e il suo legale, Angelo Giarda, "l’esito decisorio sarebbe stato differente". Un errore che ha leso, a dire della difesa, "il diritto ad un equo processo" sancito dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Il pg e i legali di parte civile si sono opposti sottolineando l'inamissibilità del ricorso, in quanto la sentenza definitiva si fonda su nuovi dati probatori "acquisiti nel relativo giudizio, attraverso i quali i numerosi indizi già esistenti hanno finito per integrarsi, senza alcuna rivalutazione dell'attendibilità delle testimonianze già acquisite in fase di indagine o in primo grado".

Si chiude uno dei casi che ha scovolto l'opinione pubblica, in cui non sono mancati i colpi di scena: dopo una doppia assoluzione è stata proprio la Suprema Corte, nell'aprile 2013, a rimandare gli atti ai giudici milanesi chiedendo una rilettura "complessiva e unitaria degli elementi acquisiti". Le nuove prove raccolte nel processo d'appello bis determinano la condanna a 16 anni per Alberto Stasi, pena confermata in via definitiva il 12 dicembre 2015 e che lo portano dietro le sbarre del carcere milanese di Bollate.

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