"Speriamo che le affermazioni della Ministra Finocchiaro sull’impegno a considerare la rinuncia alla restituzione delle somme richieste ai familiari delle vittime del terremoto de L’Aquila del 2009, spingano davvero il Governo a ripensare a quello che ha fatto. Spinto da una mentalità burocratica e disumana, chiedendo indietro i soldi del risarcimento, lo Stato ha riaperto una ferita profonda. Vi è in corso una complessa vicenda processuale in sede civile sui risarcimenti ma il vero problema è che sono trascorsi otto anni e ancora non sono stati definiti i risarcimenti per le vittime di quel terremoto". Lo dichiara Gianni Melilla, deputato abruzzese di Articolo 1–Movimento Democratico e Progressista, durante il question time a Montecitorio, replicando al governo. "Non ci sono atti dovuti dinanzi al dolore di migliaia di familiari che è riesploso in questi giorni - prosegue Melilla - e quindi vanno ricercate tutte le vie per sanare questa vicenda. Il Governo torni sui propri passi, con ragionevolezza e umanità. Tutti ricordano quei sacchi neri forniti dallo Stato dopo il 6 aprile del 2009 e le file di bare nei funerali di Stato alla caserma della Guardia di Finanza de L’Aquila. Lo Stato ha le sue responsabilità e non vengono contemplate solo con la ricostruzione delle case e gli aiuti all’economia". "Vi è una responsabilità più generale - conclude Gianni Melilla - per non aver svolto attività di prevenzione, informazione e messa in sicurezza degli edifici. Per questo Articolo 1-Mdp chiede al Governo di non perseguire su questa strada cieca, insensibile, non condivisibile e arcigna, perché lo Stato deve stare sempre dalla parte delle vittime del terremoto".