Biotestamente: divieto di accanimento terapeutico

Ieri il via libera ai due articoli dell'articolo

Samantha Ciancaglini
20/04/2017
Attualità
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Stop alle cure, se il paziente non le vuole più!

Da ieri il via libera ai primi due articoli del testo sul divieto di accanimento terapeutico e il riconsocimento del diritto del paziente di abbandonare le terapie.

Il medico però può rifiutarsi di staccare la spina, in base al principio dell'obiezione di coscienza: un altro medico, della stessa struttura, dovrà intervenire per far rispettare le volontà del paziente.

Il medico, può inoltre, non tenere in conto le volontà del paziente, nel caso in cui "appaiano manifestamente inappropriate o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero qualora sussistano terapie non prevedibili o non conosciute dal disponente all'atto della sottoscrizione, capaci di assicurare possibilità di miglioramento delle condizioni di vita".

L'articolo 1, passato ieri con 326 voti a favore, regola il consenso informato del fine vita. Hanno votato contro Forza Italia e Alternativa popolare, a favore il Pd, M5S e Mdp.

Nel testo resta un'altra norma dal forte impatto: le cliniche private, ed in particolare quelle cattoliche, convenzionate con il sistema sanitario nazionale, non potranno chiedere alle Regioni di essere esonerate dall'applicazione delle norme sul biotestamento "non rispondenti alla carta di valori su cui fondano i propri servizi".

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