L'ex presidente della Regione Siciliana e ex leader del Mpa, Raffaele Lombardo è stao condannato a due anni per scmbio di voti, e non per associazione mafiosa. E' proprio l'aggravante del metodo mafioso che ha tenuto vivo il caso, che altrimenti sarebbe caduto in prescrizione.
La Corte "ordina la sospensione condizionale dell'esecuzione della pena" e "revoca le condanna accessorie della interdizione perpetua dai pubblici uffici" e la "misura della libertà vigilata". Dichiara "la sospensione dai pubblici uffici per la durata di due anni" , mentre lo dichiara "sospeso dal voto e dall'eleggibilità per sette anni". Le motivazioni della sentenza saranno depositate "entro 90 giorni".
Il caso è avvenuto nel 2008 e in primo grado era stato condannato a 6 anni e otto mesi. Nel corso del tempo, infatti, la situazione di Raffaele Lombardo si era aggravata: nel 2011 venne alla luce il rapporto tra il politico e le cosche mafiose e alcuni esponenti di primo piano delle cosche catanesi con i quali i due politici si sarebbero incontrati chiedendo sostegno elettorale in cambio di un appoggio per l'aggiudicazione di appalti e per la facilitazione di iter amministrativi nella pubblica amministrazione. Poi a muovere nuovi addebiti a Lombardo è arrivato anche l'architetto agrigentino Giuseppe Tuzzolino, massone in sonno, da due anni sottoposto a programma di protezione per le sue dichiarazioni sulla cui credibilità le diverse procure siciliane non hanno la stessa opinione.
Anche Tuzzolino ha raccontato di incontri con Lombardo, ai quali avrebbe partecipato anche la supermanager della Regione Patrizia Monterosso, per chiedere un aiuto nell'aggiudicazione di importanti lavori per la realizzazione di una residenza sanitaria assistita a Grammichele, paese del governatore, e per il tribunale di Marsala. Accuse che Lombardo ha respinto così come ha sempre fatto anche per quelle mossegli dai collaboratori di giustizia che hanno parlato di lui nel processo di primo grado.
Dopo la condanna del 2014, Lombdardo ha abbandonato la vita politica, ritirandosi nella sua tenuta agricola.