Il presidente di Jindal South West è il presidente della società indiana che con Cdp, Arvedi e Delfin di Leonardo Del Vecchio punta all'acquisizione del gruppo siderurgico italiano, l'Ilva.
Sajjan Jindal, presidente di Jindal South West, promette: "Fra tre anni nello stabilimento di Taranto torneremo sopra i 10 mila addetti e riporteremo clienti importanti. Ma l’obiettivo principale è ridare il sorriso ai tarantini, inquinando meno con il gas. Perché non è affatto vero che produrre acciaio con il gas costa di più".
Il presidente parla di una certa italianità nella sua società: nonostante il primo azionista operi esclusivamente in India, il 65% degli altri azionisti è italiano. "Noi avremmo voluto prendere più del 35%, ma ci è stata preclusa la possibilità di superare il 50% proprio per tutelare l’italianità di Ilva e del suo acciaio. E in questo Cdp è il maggior garante". Il limite del 50% è temporaneo, per 3 anni, "Con la quotazione in Borsa le cose cambieranno e con l’uscita dei soci finanziari potremmo diventare azionisti di maggioranza".
Per quanto riguarda l'occupazione, Acciaitalia insieme alla Jindal South West, "Dopo i primi 3 anni, a regime riporteremo gradualmente l’occupazione a Taranto oltre 10 mila addetti".
All'accusa di ArcelorMittal, secondo cui l’utilizzo del gas in siderurgia in sostituzione del carbone è troppo costoso in Europa, il presidente risponde "Non è assolutamente vero. In India il prezzo del gas è 28 centesimi di euro al metro cubo, in Italia 15 centesimi, quasi la metà. Mentre il prezzo di vendita dell’acciaio in Europa è superiore dell’8% rispetto all’India". Un report di Boston Counsulting Group, dice il presidente, riporta che "con l’utilizzo del preridotto le emissioni di anidride carbonica in atmosfera calano del 30%".