Dj Fabio ci è riuscito: è andato in Svizzera per liberarsi da una cosa che aveva definito lui stesso "di una tortura insopportabile e infinita".
Perchè in Italia la legge sul Biotestamento ha subito l'ennesimo rinvio. E quindi molti sono coloro che decidono di andare all'estero e porre fine a tutto.
Era il 2006: Piergiorgio Welby, attivista, giornalista, e co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, con l'aiuto del medico anestesista Mario Riccio e dei suoi familiari e amici, sceglie di interrompere le cure e di spegnere il respiratore che lo tiene in vita, immobile a letto a causa della distrofia muscolare.
Nel 2007 è la volta di Giovanni Nuvoli, ex arbitro e agente di commercio di Alghero, affetto da sette anni da Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Muore nella sala di rianimazione allestita nella sua villetta alla periferia di Alghero, dopo aver iniziato lo sciopero della fame e della sete. Il suo corpo, 184 cm per soli 37 chilogrammi, non ce la fa.
Famoso diventa il caso del 2009, Eluana Englaro: 1992, dopo un brutto incidente d'auto, entra in "stato vegetativo permanente", una condizione che le impedisce relazioni con il mondo esterno. Giace immobile in una clinica di Lecco alimentata con un sondino nasogastrico. Eluana, sostengono allora i genitori, aveva detto che non avrebbe voluto proseguire i suoi giorni se fosse capitata in una circostanza del genere. Ed è stata proprio la convinzione che sua figlia non avrebbe voluto continuare a vivere in stato di incoscienza a spingere Beppino Englaro a intraprendere una lunga battaglia legale per lei. Eluana muore il 9 febbraio 2009 per disidratazione sopraggiunta a seguito dell'interruzione della nutrizione artificiale.
Nel 2015 Walter Piludu, ex presidente della Provincia di Cagliari e dal 2013 malato di Sla, rivolge un appello ai politici, "Ancora, mi chiedo e vi chiedo: se, come temo, non potrò andare in Svizzera in ragione di insuperabili ostacoli logistici ed emozionali, in quale altro modo potrò realizzare la mia volontà se non col rifiuto di acqua e cibo e, dunque, con una lenta morte per sete e fame?"