A farlo sapere è il sito La legge per tutti, che informa sul fatto che il fisco non può più ottenere informazioni senza preavviso perchè violerebbero il principio di buona fede che regola i rapporti fra Stato e cittadino.
Naturalmente siamo in presenza di domande legittime che il Fisco è autorizzato a fare, ma bisogna fare un distinguo sulle modalità con le quali le informazioni vengono ottenute e usate queste informazioni. Il sito spiega. "Perché le informazioni ottenute possano essere usate per l'accertamento è sempre necessario: il preavviso al contribuente, gli inviti e le richieste devono essere fatti a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento o notificati secondo un'altra modalità rituale; la possibilità di farsi rappresentare da un terzo delegato (che è un diritto del contribuente e non una discrezionalità dell’ufficio)".
Se questo non avviene l'accertamento e il conseguente utilizzo delle informazioni raccolte risulterebbe quindi non valido. E' bene ricordare inoltre che il contribuente, a fronte delle richieste della Agenzia delle Entrate, ha diritto a fornire delle risposte entro un termine non inferiore a 15 giorni. Qualora anche questa possibilità venisse a mancare, il controllo con il successivo accertamento e procedimento sarebbe da considerarsi senza validità.