Direzione Pd approva la relazione Renzi: “Congresso Subito”

Sabato e domenica l’assemblea per avviare le assise che potrebbero svolgersi già ad aprile

Luciano Mazziotta
13/02/2017
Politica
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Sì al congresso e in tempi rapidi, forse già ad aprile. Come aveva già detto all'inizio e senza ulteriori sconti. Passa nella direzione Pd  l’ordine del giorno di maggioranza per avviare subito, con un'assemblea che si svolgerà tra sabato e domenica prossimi, il congresso del partito. 107 i voti a favore, 12 contrari e 5 astenuti. Il presidente Matteo Orfini ha deciso di mettere ai voti solo il documento di maggioranza e considerare precluso quello presentato dalla minoranza che invece chiedeva tempi più dilatati verso settembre-ottobre. L’ordine del giorno è stato firmato da esponenti di tutte le correnti di maggioranza (renziani, Areadem, giovani turchi, Sinistra e cambiamento) per invitare “il presidente dell’assemblea nazionale a convocare l’assemblea per l’avvio dell’iter congressuale auspicando la definizione di regole analoghe a quelle utilizzate per lo svolgimento del congresso del 2013”.

“Credo – ha sottolineato nella replica il segretario Matteo Renzi - che ad un certo momento un punto vada messo: non io ma l’assemblea, che ha la sovranità statutaria per decidere sia i tempi del congresso che le modalità. Amici e compagni, se siamo in una fase per cui in due mesi c’è una disponibilità totale per cui cambiamo la linea una volta alla settimana, allora credo sia venuto il momento nel quale l’assemblea debba decidere quando fare il congresso, come prevede lo statuto”.

Rispondendo poi al governatore della Puglia Michele Emiliano, Renzi ha rilevato che la legge elettorale non è ostativa al congresso. Sul referendum il segretario ammette che sono stati fatti degli errori, ma sempre guardando dritto in faccia Emiliano, “non ti ho mai offeso, anche se mi ha fatto male quando hai parlato di governo assassino”. E rivolto a Bersani: “Elezioni? Non ne sto fuori in modo tattico, ma per convinzione: a me pare che abbiamo preso una decisione in direzione per indire il congresso, se qualcuno vuole parlare di elezioni in quella sede lo faccia: per me la decisione la devono prendere il presidente del Consiglio, i ministri e i parlamentari: che si voti a giugno, settembre, ottobre, febbraio, non riguarda l’essenza del Pd, ma le aspirazioni”.

Poi la conclusione: “Penso sia più serio sostenere il Governo e smetterla con l’ansia autoreferenziale di pensare soltanto alla durata della legislatura. Sabato o domenica in assemblea arriveremo con un manifesto, con delle idee precise: ma la costruzione del programma deve avvenire dal basso. Un ennesimo rinvio non sarebbe compreso neanche dai nostri. Avete chiesto il Congresso? Bene, venite e facciamo un bel Congresso con il sorriso sulle labbra. Sono sicuro che dopo il Partito democratico sarà ancora più democratico”.

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