Cuperlo a Renzi: fermati un istante

Resta alta la tensione nel Pd: la scissione si allontana ma l’ex candidato alle primarie chiede le dimissioni del segretario citando Ramazzotti

Luciano Mazziotta
05/02/2017
Politica
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Il rischio di una drammatica e lacerante scissione almeno per il momento sembrerebbe essere passato. Anche perché l’ex premier Matteo Renzi,facendo un passo indietro e lasciando intendere la disponibilità a celebrare le primarie del partito per la scelta del nuovo segretario, potrebbe aver recuperato una parte importante della minoranza. Non a caso Pierluigi Bersani, in una intervista all’Huffington Post aveva detto che per anticipare il congresso servivano le dimissioni del segretario e lui “evidentemente non si vuole dimettere”. Ma aveva aggiunto poco dopo: “chiamalo come vuoi, congresso, primarie, ma un luogo di confronto e di contendibilità lo chiedo”. Eccola dunque la parolina giusta che metterebbe forse d’accordo buona parte dei Democratici: primarie.

La tensione però all’interno del Pd resta molto alta e molto di più che al livello di guardia. A farsene interprete ancora una volta è Gianni Cuperlo che in una affollatissima riunione della propria componente svoltasi a Roma nella sede Dem è arrivato a chiedere le dimissioni di Renzi citando Eros Ramazzotti e “Fermati un istante”, la canzone che impose l’allora giovanissimo ragazzo “nato ai bordi di periferia” nell’olimpo della discografia italiana. All’ex premier Cuperlo si è rivolto direttamente dandogli un consiglio fraterno: “cerca il bene della tua comunità, dimettiti domani e convoca il congresso così ci potremo misurare tutti, non solo Renzi su una serie di sconfitte”. Parole inequivocabili le sue uscite fuori nel corso di un lungo intervento dedicato in gran parte al trumpismo e ai rischi che comporta per l’Occidente. "Se hai a cuore il destino del Pd e della sinistra – ha aggiunto - per citare Eros ora che si avvicina Sanremo, 'Fermati un istante'. Non per tutta, la vita ma ora costruisci le condizioni per una stagione diversa. Serve un'alternativa che non può prescindere dal Pd, ma non quello di oggi. Penso a un congresso diverso, aperto. E per il segretario penso a una personalità che si dedica solo a questo, che non fa anche il sindaco, non guida una regione, non fa il premier, non fa il ministro”.

Cuperlo ha quindi bocciato l'ipotesi di scissione: “In un passaggio simile, l'idea di spezzare un progetto sul quale la sinistra italiana ha scommesso se stessa non rappresenta un balzo in avanti ma un ritorno all'antico". Ma ha ammesso che “ci sono tanti orfani a cui serve una casa” e che dunque “la nostra prova è cercare di costruirla”. Infine un monito alla segreteria Pd a non “indossare l'elmetto, combattere ciecamente con il solo appello all'unità: se il confronto si riduce all'ennesimo duello si va verso una sconfitta storica”.

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