4 febbraio giornata contro il cancro: la ragazza con il turbante

“Io sono una ragazza comune che combatte con un malattia comunemente chiamata cancro.”

Samantha Ciancaglini
04/02/2017
Costume e società
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Si fa chiamare la ragazza con il turbante “Io sono una ragazza comune che combatte con un malattia comunemente chiamata cancro.”
E’ lei stessa che, attraverso il suo blog, racconta della sua vicenda: Io sono Camilla, la ragazza con il turbante….indosso davvero un turbante, non perchè sia il must have della stagione estiva nè di quella autunnale, ma perchè ho dovuto sostituire la folta chioma con una chioma di cotone.
Sono un infermiera di 26 anni e dal 9 giugno 2015 la mia vita è cambiata….”

Decide di aprire il blog per raccontare di una storia ormai troppo comune, per condividere con le persone il suo cammino, il suo “brindisi al veleno”: un nome per indicare il ciclo di chemioterapia a cui tutti devono sottoporsi. “ Quel veleno che non scorderó mai, che resterà nei miei ricordi più vivi.”

Camilla riesce a condividere gioie e dolori della malattia, riuscendo a far capire cosa sia davvero il cancro: non solo la sofferenza della malattia in sé, ma anche il cambiamento che porta. “Un giorno d’estate mi sono guardata allo specchio e ho pensato, oddio chi è questa.”
“La trasformazione non finì così… passavano i giorni e diventavo sempre più pelata. Avevo deciso. Niente parrucca.Voglio il foulard, avró un turbante… molti turbanti, dovevo abbinarli al mio abbigliamento ovviamente. Inizió la ricerca dei foulard e dei vari modi per indossarli.”

Aggiunge in un suo post: "Tutto questo non sembrava vero, sembrava che mi stessi osservando dall’esterno… sembrava che quella persona così diversa non fossi io… non potevo essere io, ma invece ero proprio io. Tutt’ora guardo le vecchie foto e penso che quella ragazza sia un’altra persona, mi dimentico di com’ero… ci si abitua al cambiamento, si trova un modo per abituarcisi e si fa di tutto per continuare a vivere la vita a pieno (o quasi) anche con qualche kg in più e con un turbante in testa.”

E dopo l’ultimo cicchetto al veleno, lei ha vinto.

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