La Soprintendenza di Pompei ha individuato "il cedimento di una porzione di muro di circa 1,5 mq" di una parete che si affaccia "sull’atrio di una domus chiusa al pubblico, nota come la casa del Pressorio di terracotta" situata "sulla via dell’Abbondanza al civico 22 (Insula IV) della Regio I". La porzione di muro crollato, spiega l'ente che gestisce il sito, non contiene affreschi e dunque si tratta di un danno di lieve entità.
"La Regio I assieme alla Regio II sono le ultime Regiones del sito di Pompei - si legge nella nota stampa della Soprintendenza - , nelle quali deve avviarsi la messa in sicurezza prevista dal Grande Progetto Pompei. Gli interventi che interessano la zona sono sospesi a causa di un ricorso al Tar. In tutte le altre Regiones la messa in sicurezza è stata portata a compimento e ha consentito la riapertura di tutte le reti viarie relative, oltre alla restituzione alla fruizione di domus, nella maggior parte dei casi anche restaurate".
"Le messe in sicurezza del Grande Progetto Pompei - conclude la Soprintendenza - sono lo strumento più efficace di tutela applicata all’intero sito. Il loro completamento, con le Regio I e II, permetterà in futuro di evitare il ripetersi di simili episodi".
I crolli nell'area archeologica di Pompei non sono una novità. A novembre 2008 ci fu un crollo nella Schola Armaturarum lungo la via dell’Abbondanza ed in seguito a questo episodio l'allora Ministro dei Beni culturali Sandro Bondi fu costretto alle dimissioni. Nel 2013 ci furono cedimenti in una bottega di via Stabiana e il distacco di una parte di intonaco della Fontana piccola. Nei primi giorni di marzo 2014 diversi crolli interessarono varie zone del sito archeologico.