La Corte di Strasburgo stabilisce che un figlio non può essere riconosciuto, se generato senza alcun legame biologico, grazie ad una madre surrogata.
La sentenza, che ribalta quella precedente del 27 gennaio 2015, nega ad una coppia sposata di riconoscere un bambino, nato in Russia, grazie ad una madre surrogata.
“Ciò che sta a cuore alla Corte non è più tanto la vita familiare del bambino da proteggere, quanto proteggere lo sviluppo personale degli adulti. Alla dimensione genitoriale, si tutela il singolo e la sua vita privata.” E’ questo il commento dell’avvocato trentino Alexander Schuster, ricercatore del gruppo di biodiritto e biogenetica dell'Università di Trento, a proposito di quanto stabilito dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo, aggiunge però "Per fortuna la giurisprudenza italiana e i Tribunali dei minori sono andati oltre. Nessuno si sogna di togliere un figlio per l'assenza di un legame genetico".