"Quello della bufera giudiziaria che ha travolto l'assessore regionale Luigi De Fanis, sembra un film gia' visto: e non per gli esiti processuali - per i quali non resta che attendere - ma per la consueta disinvoltura con cui l'indagato e' stato sottoposto alla gogna mediatica susseguente alla misura restrittiva".
Sono le parole con cui il segretario di Radicali Abruzzo, Alessio Di Carlo, ha commentato la notizia dell'arresto dell'assessore del Pdl De Fanis.
"Accanto alla sistematica violazione del principo di innocenza - ha proseguito l'esponente radicale - tocca constatare l'anomalia della pubblicazione da parte di alcuni organi di
stampa di stralci di intercettazioni telefoniche che dovrebbero essere coperti da segreto istruttorio".
Di Carlo ha inoltre ribadito la particolare cautela da prestare nei confronti di chi, fino a sentenza definitiva di condanna, deve considerarsi cittadino innocente "tanto piu' a sei mesi dal voto regionale".
Intanto l'assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Luigi De Fanis, arrestato ieri nell'ambito dell'operazione ''Il Vate'' con le accuse di concussione, truffa aggravata e peculato, sara' interrogato lunedi prossimo, 18 novembre, al Tribunale di Pescara. Nello stesso giorno verranno ascoltati dal gip della citta' adriatica anche Lucia Zingariello, segretaria dell'assessore, Rosa Giammarco, responsabile dell'Agenzia per la Promozione culturale della Regione Abruzzo, Ermanno Falone, rappresentante legale dell'associazione ''Abruzzo Antico''.
Assessore e segretaria sono agli arresti domiciliari; per la Giammarco e Falone c'e' l'obbligo di dimora. L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo della Repubblica di Pescara,
Federico De Siervo, e dal pm Giuseppe Bellelli, punta a chiarire le modalita' di erogazione dei contributi in base alla legge regionale n.43/73 che disciplina l'organizzazione, l'adesione, e la partecipazione a convegni e ad altre manifestazioni culturali. A scoperchiare il pentolone e' stato l'imprenditore Andrea Mascitti, che ha denunciato al Corpo forestale dello Stato le presunte e continue richieste di denaro da parte di De Fanis in cambio di fondi per l'organizzazione di manifestazioni culturali. Entrambi gli eventi contestati rientrano nelle celebrazioni per il 150* della nascita di Gabriele D'Annunzio.