Immigrati e necessità di una 'solidarietà nazionale' per l'accoglienza: 'Lampedusa e la Sicilia non bastano'

Le parole del presidente della Comunità di Sant'Egidio Marco Impagliazzo

a cura della redazione
13/11/2013
Attualità
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''L'arrivo a Roma dei primi superstiti del naufragio di Lampedusa, quaranta giorni dopo la tragedia che li ha visti protagonisti al centro del Mediterraneo è una buona notizia che conferma l'impegno a suo tempo assunto dal sindaco Ignazio Marino e dall'assessore Rita Cutini. Ma di per sé non è sufficiente ad assolvere al dovere di solidarietà e di accoglienza che l'intera comunità nazionale deve avvertire nei confronti di quanti, e sono migliaia, fuggono da guerre e carestie sperando di trovare in Europa migliori condizioni di vita per sé e per i loro cari''.

Così il presidente della Comunita' di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, commentando l'arrivo a Fiumicino di un primo contingente di profughi. ''In queste settimane - spiega - gli sbarchi sono proseguiti con una frequenza dettata dalla disperazione, e ormai non solo Lampedusa, ma la Sicilia intera non è più in grado di ospitare tutti i migranti e i richiedenti asilo: le situazioni di sovraffollamento nei centri di accoglienza sono preoccupanti".

''Sappiamo -conclude Impagliazzo- della disponibilità di altri sindaci ad accogliere i migranti nei loro Comuni, e sollecitiamo le autorità competenti a dare seguito alle richieste già pervenute. Ci rivolgiamo anche agli altri sindaci perché facciano la loro parte. Non accogliere significa non governare il fenomeno dell'immigrazione''.

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