Oriana Fallaci eletta personaggio dell'anno 2016 nella conferenza tenutasi in questi giorni a Firenze. Fiorentina fino al midollo tanto da affermare: "Fiorentino parlo, fiorentino penso, fiorentino sento. Fiorentina è la mia cultura e la mia educazione. All’estero, quando mi chiedono a quale Paese appartengo, rispondo: Firenze. Non: Italia. Perché non è la stessa cosa».
Così Oriana Fallaci racconta le sue origini ne La vita di Oriana narrata da Oriana stessa per i lettori dell’«Europeo» brava con le parole anche per descrivere se stessa, un ciclone di emozione, una forza di donna capace di rivoluzionare e sconvolgere il pensiero contemporaneo in nome dei suoi ideali e del suo essere semplicemente Oriana. È il 1954 quando si trasferisce a Roma e viene assunta da Arrigo Benedetti, all’epoca direttore dell’«Europeo», per occuparsi di «fatti romani» per la prestigiosa rivista, anno nel quale esplode la sua passione per il giornalismo ed il suo essere in prima linea su ogni fronte.
Il tema su Oriana Fallaci ha riunito giornalisti italiani e studiosi internazionali per discutere il concetto di "forza delle parole". Ed è proprio grazie alle parole che si fa apprezzare in tutto il mondo, il suo successo planetario arriva con due importanti libri con i quali la giornalista si mette a nudo, Oriana raggiunge un successo enorme grazie alla pubblicazione di due libri che lasciano il segno nella storia dell’editoria: Lettera a un bambino mai nato e Un uomo. Entrambi autobiografici sono ispirati all'amore tormentato forte e profondo con Alexandros Panagulis, ancora una volta Oriana attraverso la forza delle parole mostra le sue debolezze, come la tristezza per la perdita di un bambino desiderato e la felicità per quell'amore così folle, fatto di cadute e risalite, ma allo stesso tempo così forte.
Tra gli anni Settanta e Ottanta la Fallaci è sulla cresta dell’onda. Lettera a un bambino mai nato e Un uomo sono tradotti e pubblicati in tutto il mondo e i suoi articoli e le sue interviste appaiono sulle più prestigiose testate internazionali. È un fenomeno inaudito per un giornalista italiano: figuriamoci per una giornalista. «Life», «New York Times Magazine», «Look», «The New Republic», «Washington Post», «Newsweek», «Le Nouvel Observateur», «Le Figaro littéraire», «Der Stern» e molti altri giornali concedono parecchio spazio agli scritti della Fallaci; inoltre, e soprattutto in America, sono frequenti i ritratti e gli speciali a lei dedicati: da «Time» a «Vogue», da «Rolling Stone» a «Playboy», pagine e pagine per raccontare la sua vita, il percorso professionale e, più in generale, quello che è diventato il caso Fallaci. È sempre attraverso le parole che diventa simbolo di rivoluzione per le donne, simbolo di gloria italiana e rinascita per ciò che comprendeva tutta quella letteratura italiana acclamata e invidiata da tutto il mondo; Oriana rappresenta la novità delle parole.
Dopo un lungo silenzio la voce di Oriana si fa sentire in occasione dei dibattiti internazionali più scottanti, e soprattutto nel 2001 attraverso la pubblicazione della Rabbia e l'Orgoglio, dove parla dell'attacco terroristico alle torri gemelle, prima come articolo per il Corriere della sera e poi come libro visto l'enorme successo che aveva fatto esaurire in poche ore il giornale.
Dell’aprile del 2004 è La Forza della Ragione, libro che prosegue il feroce attacco alla coscienza occidentale, le parole qui sono pesanti e cariche di rabbia e di angoscia. La trilogia finisce con: Oriana Fallici intervista se stessa. In quest’ultimo libro Oriana si autointervista, commentando gli ultimi attacchi terroristici, le ultime esecuzioni islamiche, la situazione politica italiana, e raccontando il proprio rapporto con la morte e con il cancro che avrà la meglio su di lei; nel breve post-scriptum, invece, trasfigura il testo dell’Apocalisse dell’evangelista Giovanni, identificando nella cultura islamica la versione attuale del mostro a sette teste e dieci corna che sale minaccioso dal mare. L’ultima intervista la Fallaci la concede al «New Yorker»; racconta qualcosa del suo passato, attacca di nuovo il mondo arabo, conferma la sua astensione dal voto in Italia criticando sia Berlusconi che Prodi; le sue ultime parole e quindi l'ultima forza delle sue parole dove va contro ciò che ancora molti italiani e molti cittadini del mondo dovranno capire, una rivoluzionaria che arriva sempre prima. Nell’agosto del 2006 le sue condizioni di salute si aggravano, e Oriana chiede di essere trasportata in Italia, alla casa di cura Santa Chiara di Firenze, per poter chiudere definitivamente gli occhi sulla Cupola di Santa Maria del Fiore, il duomo di Firenze e qui le parole non hanno bisogno di farsi strada per descrivere nessun momento ciò che si fa strada è il grande sentimento che caratterizzava la formidabile giornalista. Il 15 settembre del 2006, all’età di settantasette anni, Oriana Fallaci muore lasciando un grande vuoto nella scena italiana. Riposa insieme ai suoi familiari al cimitero degli Allori di Firenze. Sulla sua lapide stavolta le parole sono soltanto tre, niente da aggiungere, semplicemente: «Oriana Fallaci. Scrittore».