Antonio Litterio è un giovane nativo di Agnone, paese di montagna dell’Alto Molise. Circa un anno addietro ha deciso, con grande coraggio, di affrontare una spedizione in Antartide. Ha sospeso il Suo Mondo ed è partito.
In questi giorni ha pubblicato sul profilo in Facebook lo scritto che riporto per intero. E’ un frammento dell’intera storia personale di questo illuminato giovane a cui mando il mio augurio di ulteriori meravigliose esperienze di vita e lavoro. In un mondo, come quello interno dell’Italia meridionale, fermo e storicizzato, in cui i cambiamenti sono secolari, avventurarsi “dall’altra parte del Mondo” è gesto forte e intelligente.
Le motivazioni le ha scritte e le scriverà Lui stesso in seguito, ma, leggendolo così struggente e poetico, sui bordi dell’anima che si esprime ai confini dello spirito, mi sovveniva una sola domanda: “…che cos’è la felicità?…”.
La felicità è l’autorealizzazione di se medesimi, di se stessi, e questa è una definizione di Aristotele il quale ritiene che ogni uomo sia fornito di una vocazione, di una inclinazione, che lui chiama “daimon”, ciascuno ha il suo demone, il musicista, l’artista, il filosofo, l’uomo che lavora manualmente, e la felicità in greco si dice “eudaimonia”: “la buona realizzazione del tuo demone“. Questa è la definizione di felicità di Aristotele e io sto a questa definizione, l’autorealizzazione, uno se si autorealizza, se fa ciò per cui è chiamato o che è evocato, appunto, è felice. Ad Maiora Antonio!
La storia dell'ingegnere che vive in Antartide ai link
http://www.altomolise.net/notizie/attualita/5466/lingegnere-agnonese-che-vive-in-antartide