Alla Maratona di New York pronti a debuttare gli atleti di San Patrignano

Si concretizza il progetto 'Oltre il traguardo'

a cura della redazione
02/11/2013
Attualità
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La corsa come ''meravigliosa metafora'' del percorso di recupero in comunità. Il taglio di un traguardo faticoso e difficile come punto di partenza per una nuova vita. Non c'è solo la simbologia ma anche un elevato valore sportivo e sociale nel progetto ''Oltre il traguardo'' presentato a New York, alla vigilia della Maratona, da Letizia Moratti, ambasciatrice di San Patrignano, la comunità di recupero per tossicodipendenti più importante d'Europa.

Un progetto che domani, nella Grande Mela, vedrà ai blocchi di partenza, fra migliaia di partecipanti, anche una decina di giovani residenti della comunità, al loro debutto assoluto in una delle competizioni più importanti e partecipate degli Usa, la Maratona di New York. ''Tutto ciò - spiega Moratti - non sarebbe stato possibile senza l'impegno diretto e la guida esperta di Gabriele Rosa'', l'allenatore dei più grandi maratoneti al mondo e la mente diu n'iniziativa unica nel suo genere che, aggiunge, ''va oltre la comunità, per promuovere lo sport e la corsa in particolare, come elemento fondamentale per la salute e il benessere della persona''. 

''Oltre il traguardo'' coinvolge centinaia di ragazzi ma solo 20 di questi sono stati selezionati nel ''San Patrignano running team'', la squadra agonistica allenata da Rosa, il super tecnico di campioni del calibro di Margaret Okayo e Samuel Wanjiro, vincitore dell'oro alle Olimpiadi di Pechino del 2008. ''E' una grande soddisfazione - ha sottolineato Rosa - vedere come, nonostante tutte le difficoltà, i ragazzi siano riusciti ad integrare il loro percorso di recupero con l'attività sportiva completando con successo gli allenamenti''. Dopo un passato di droga ed emarginazione, gli atleti della Comunità di San Patrignano si misureranno per la prima volta con la realtà di una competizione agonistica di livello internazionale per dimostrare che è possibile raggiungere qualsiasi traguardo e che dalla droga si può uscire, anche grazie allo sport. La loro impresa, ancor prima del ''via'', non ha mancato di suscitare l'attenzione e il plauso degli americani. Il New York Times, ieri, è stato il primo a dare voce alle storie e alle speranze di alcuni atleti di SanPa in gara, in un articolo sugli ex tossicodipendenti che hanno trovato ''la loro strada''.

''Non vogliamo insegnare niente a nessuno - puntualizza Moratti - ma è evidente che San Patrignano può diventare un modello anche negli Stati Uniti'', dove ancora non esistono comunitàdi recupero gratuite, improntate al reinserimento sociale. La maratona di New York rappresenta quindi un'importante vetrina per fare conoscere la Comunità, così come lo è stata, in primavera, la mostra itinerante ''Barrique'', portando negli Usa l'eccellenza dell'artigianato del legno ''Made in San Patrignano''. ''La nostra comunità - prosegue Moratti - contava solo un giovane americano, oggi sono già cinque, segno che San Patrignano può davvero offrire un'opportunità di riscatto a tutti coloro che nel mondo ne hanno bisogno e pensare, in futuro, di replicare il proprio modello anche negli Stati Uniti''.

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