La grande mostra dell’autunno di Palazzo Reale a Milano ha come protagonista Pietro Paolo Rubens, artista famoso e di centrale importanza per la storia dell’arte europea. Spesso viene considerato semplicemente “fiammingo”, dimenticando però che il suo soggiorno in Italia dal 1600 al 1608 ha lasciato un segno indelebile in tutta la sua vasta produzione artistica.
Ed è proprio all’importanza del suo soggiorno italiano che è dedicata la mostra Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco allestita al piano nobile di Palazzo Reale a Milano fino al prossimo 26 febbraio.
L’Italia è fondamentale per Rubens, così come l’artista lo è per l’Italia: a lui si devono i primi segnali della nascita del Barocco che si diffonde in espressioni altissime in ogni regione. Un’ influenza che tutta la critica gli riconosce ed esalta al punto che Bernard Berenson ama definirlo “un pittore italiano”. I suoi rapporti con Genova, Mantova, Venezia e il suo soggiorno romano permettono di ricostruire il filo che lo lega così profondamente alla cultura italiana tanto da influenzare tutta la sua produzione successiva.
La mostra mette in evidenza i rapporti di Rubens con l’arte antica e la statuaria classica e la sua attenzione verso i grandi maestri del Rinascimento come Tintoretto, Correggio e soprattutto a far conoscere la straordinaria influenza esercitata dal grande Maestro sugli artisti italiani più giovani, protagonisti del Barocco come Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco, fino a Luca Giordano.
Per rendere chiaro e lineare questo tema complesso, un prestigioso comitato scientifico internazionale composto da Eloisa Dodero, David Jaffé, Johann Kraeftner, Anna Lo Bianco, a cui si deve la curatela della mostra, Cecilia Paolini e Alejandro Vergara, ha selezionato un gruppo di opere assolutamente esemplificativo di questi temi, con confronti il più possibile evidenti tra dipinti di Rubens, sculture antiche, opere di alcuni grandi protagonisti del Cinquecento e di artisti barocchi. Oltre 75 opere, di cui 40 del grande maestro fiammingo, riunito grazie a prestigiosi prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni del mondo come quelle del Museo Nazionale del Prado, dell’Hermitage di San Pietroburgo e della Gemäldegalerie di Berlino e a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, i Musei Capitolini, la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina di Firenze, il Museo di Palazzo Ducale di Mantova, la Galleria di Palazzo Spinola di Genova, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Infine un suggestivo allestimento, curato dall’architetto Corrado Anselmi, valorizza la ricchezza e la grandezza delle opere, alcune di dimensioni monumentali come la tela scelta quale immagine simbolo della mostra “La scoperta di Erittonio fanciullo”.
Per informazioni: 199 15 11 21, c.mostre@comune.milano.it, www.mostrarubens.it