Renzi, “Leopolda luogo della buona politica”

Il premier lancia la tre giorni fiorentina in cui si parlerà di terremoto, ricostruzione e naturalmente referendum costituzionale. Tra gli invitati Diego Della Valle, Jovanotti e Roberto Benigni

Luciano Mazziotta
02/11/2016
Politica
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“Sarà un'edizione speciale e credo particolarmente ricca di emozioni. Venerdì discuteremo soprattutto di terremoto, protezione civile, terzo settore, leggi sociali, volontariato. Lo faremo a qualche giorno di distanza dal sisma e a cinquant'anni dall'alluvione di Firenze”. Così il premier Matteo Renzi, nella sua E-news, lancia la settima edizione della Leopolda che da venerdì 4 a domenica 6 novembre torna nei locali della storica ex stazione ferroviaria a due passi da Porta al Prato.

“Ricostruzione” dunque è la parola d’ordine della kermesse e l’impegno assunto da Renzi con le popolazioni colpite dal terremoto sarà uno dei temi centrali della tre giorni fiorentina. Non a caso il Premier ha voluto che fossero presenti e protagonisti non solo gli amministratori locali ma anche la cosiddetta società civile e soprattutto quegli “Angeli del fango” che nei drammatici giorni dell’esondazione dell’Arno diedero un contributo fondamentale a salvare Firenze e le sue ricchezze culturali e artistiche dalla furia e dalla devastazione dell’acqua. “Come al solito – ha voluto puntualizzare il presidente del Consiglio - la stampa cercherà di carpire i nomi famosi, mentre per noi sarà fondamentale accogliere le persone 'normali', non i vip. La Leopolda è il luogo delle persone che hanno voglia di fare politica. Politica semplice, bella, buona”. Ma tra gli invitati ci sono gli imprenditori Diego della Valle e Roberto Cucinelli che illustrerà il suo progetto per Norcia “luogo dello spirito”: e ancora Roberto Benigni e Jovanotti sostenitori del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre che sarà il secondo argomento forte della tre giorni. Assente invece per impegni Enrico Rossi, Governatore della Toscana e candidato alla segreteria nazionale del Pd, che intervistato da Huffington Post Live ha detto: "Ci sono stato lo scorso anno, ma questo non posso”. L’architetto Renzo Piano poi parlerà del piano casa Italia dedicato alla prevenzione sismica

La Leopolda aprirà i battenti intorno alle 19 di venerdì, poi alle 21 il via ufficiale con il discorso di Matteo Richetti. Sabato mattina i lavori proseguiranno con gli ormai consueti tavoli di lavoro che raccoglieranno idee e proposte, nel pomeriggio si affronterà l’attualissimo e spinoso tema della riforme costituzionali “andando a smentire una per una – puntualizza ancora il Premier - tutte le bufale di questi mesi. Mostreremo come questa riforma può davvero cambiare la vita degli italiani. Può sembrare strano che chi sta proponendo un referendum per tagliare il numero dei politici chieda di valorizzare i luoghi per fare politica. Ma è proprio questo il nostro messaggio: meno politici, più politica. Perché per noi fare politica è ridurre i politici professionisti e portare le discussioni tra la gente, nelle case, nella comunità. La politica, la buona politica, non è insulto ma proposta”. Domenica infine toccherà al futuro con gli interventi di personalità del mondo della ricerca, della tecnologia, dell’innovazione, del capitale umano, della cultura. “Racconteremo quale Italia possiamo costruire a partire dal 4 dicembre se vinceremo il referendum”, spiega ancora nella E-news il Premier che parlerà alle 12 concludendo la kermesse.

Intanto è già pronta l’annunciata manifestazione “Anti-Renzi” organizzata dai sostenitori del “No” al referendum costituzionale riuniti sotto il comitato “Firenze dice No”. Si svolgerà sabato, nella giornata centrale della Lepolda, con partenza alle 15 da Piazza San Marco e arrivo davanti ai cancelli della ex-stazione. “Ci saranno realtà territoriali, comitati contro le devastazioni ambientali, inquilini, studenti, e non può che essere così –ha spiegato Luca Toscano, esponente del comitato: - questa città è stanca, vuole dare un segnale. Renzi deve smetterla di scappare dal confronto, di raccontare di un paese che non esiste”.

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