“Se Renzi rottama l’Italicum, allora voto Sì”. In vista della grande manifestazione di sabato a Roma a sostegno della proposta referendaria targata Maria Elena Boschi, è ancora l’ex segretario Pierluigi Bersani ad accendere lo scontro interno al Pd fissando le sue condizioni per un improbabile allineamento sulle posizioni del Premier Matteo Renzi che parlerà dal palco di piazza del Popolo.
Intervistato da Lilli Gruber a La7, Bersani chiarisce che una possibilità c’è: a patto però che la nuova legge elettorale sia mandata definitivamente in soffitta. E a scanso di equivoci aggiunge “Io però non sto sereno”, facendo anche capire che lo scetticismo rimane alto anche sulla commissione messa in piedi dai Democratici perché “è un anno e mezzo che chiedo di rottamare l'Italicum”. Ma che la tensione all’interno del partito rimanga comunque alta lo dimostra la scelta di Gianni Cuperlo, tra i più dialoganti all’interno della minoranza, che in un primo momento aveva assicurato la sua presenza a Piazza del Popolo e adesso sembra subordinare la partecipazione ai progressi che farà nel frattempo il comitato sull’Italicum: “Sto chiedendo con altri – ha ribadito - un atto politico serio che si faccia carico delle richieste avanzate dalle minoranze, e non solo, per una nuova legge elettorale. Se il Pd con la volontà del suo segretario trova le ragioni dell'unità io alla manifestazione di sabato parteciperò come ho sempre fatto. Se invece quella piazza sarà il luogo dove sancire una divisione non sarò lì”.
Insomma, sembra di capire, tutto dipenderà da questa benedetta commissione che dovrebbe tirare fuori dal cilindro la soluzione ottimale per evitare il rischio di una scissione dagli esiti imprevedibili. Renzi, in un forum organizzato dal quotidiano “Il Mattino” di Napoli, ha ribadito la propria disponibilità a modificare l'Italicum: “Credo – ha aggiunto - che dipenda più dagli altri. Se tu vuoi fare le leggi insieme, bisogna che tutti siano d'accordo”. Ma non si dice spaventato da un voto che potrebbe essere divisivo per il Paese: “Io non ho paura della democrazia, del voto dei cittadini. Sono certo che qualsiasi risultato sarà riconosciuto: vince chi vince, il rispetto delle regole vale per tutti”.
Intanto sono 900 i sindaci che hanno sottoscritto l'appello per il “Sì” al referendum promosso dal ministro Graziano Delrio e dal sottosegretario Angelo Rughetti: le punte massime in Toscana con il 66% e in Emilia Romagna con il 60%.