La Procura della Repubblica di Prato in merito all'inchiesta sul caporalato ha ribadito l’estraneità l'estraneità alle indagini, della rock star inglese alla vicenda che ha portato agli arresti ei titolari dell'azienda vitivinicola Coli.
Questa mattina, intorno alle 8.30, Sting si è recato al Palazzo di Giustizia di Prato, accompagnato dai suoi legali, gli avvocati fiorentini Vittorio Chierroni e Simone Innocentini, dove ha incontrato il procuratore capo Giuseppe Nicolosi e i sostituti procuratori Antonio Sangermano e Laura Canovai, titolari dell'indagine sul caporalato.
Sting dotato di documentazione ha mostrato come la sua tenuta “Il Palagio” nel comune di Figline Val d'Arno in provincia di Firenze, abbia soltanto affittato alcuni appezzamenti di terreni a società della famiglia Coli per l'effettuazione di attività agricola".
La Procura della Repubblica ha fatto presente: "Qualunque affermazione o insinuazione su un presunto coinvolgimento penale del signor Sting nelle indagini risulterebbe pertanto destituito di ogni fondamento e gravemente lesivo della sua reputazione"
Nel corso del colloquio a Palazzo di Giustizia si fa sapere che è emersa la grande sensibilità culturale, umana e artistica del signor Sting, da sempre impegnato in battaglie a tutela della natura e della dignità dell'uomo