Veronica Panarello: trent'anni di reclusione per aver ucciso il figlio di 8 anni

Totalmente accolta la richiesta dell'accusa formulata lo scorso tre ottobre

Ivan Matteo Marri
17/10/2016
Attualità
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Si aprono da oggi le porte del carcere per Veronica Panarello, così ha sentenziato il Gup di Ragusa Andrea Reale, che ha deciso di non accogliere nessuna delle attenuanti che avrebbero ridotto la pena richiesta dal pm Marco Rota. è stata condannata a 30 anni di reclusione per l'uccisione del figlio Loris, al termine del processo con rito abbreviato condizionato da perizia psichiatrica. Accolta quindi in pieno la richiesta dell'accusa formulata il 3 ottobre e diretta alla madre ritenuta rea di aver strangolato il 29 novembre 2014 nella casa di Santa Croce Camerina il proprio figlio con una fascetta di plastica e di averne poi occultato il cadavere gettandolo in un canalone, dove venne ritrovato la sera stessa da Orazio Fidone.

Il giudice ha escluso la premeditazione del delitto e le aggravanti di sevizie e ha disposto una provvisionale di 250.000 euro per Davide Stival, l'ex marito di Veronica, e di 100.000 euro per il figlioletto piu' piccolo. Prima dell'ingresso in aula, l'avvocato difensore Francesco Villardita aveva dichiarato che la donna era “pronta ad ogni sentenza. E' un processo particolare e siamo aperti ad ogni soluzione”, sperando probabilmente, se non nell'assoluzione, almeno in una pena ridotta. "Lei si ritiene non colpevole – ha poi aggiunto il penalista dopo il verdetto - e noi riteniamo che la prova oltre ogni ragionevole dubbio non è stata raccolta, quindi aspettiamo e vediamo quali sono le valutazioni del giudice oggi. Poi le sentenze si accettano o si impugnano".

La vicenda però non si chiuderà qua. Veronica Panarello potrà dover rispondere anche di calunnia, non avendo il giudice creduto alle accuse lanciate da Veronica al suocero Andrea Stival indicato come l'assassino del nipote Loris dopo che questo aveva scoperto una loro relazione. “Questa sentenza potrà dare una possibilità alla famiglia di riunirsi - ha affermato entrando nel Palazzo di Giustizia di Ragusa Francesco Biazzo, legale di Andrea Stival, riferendosi ai contrasti tra il suo assistito e suo figlio Davide Stival. "E' 'commosso' per quest'ultimo giorno - aggiunge il penalista accanto al suo assistito che non vuole parlare con i giornalisti - e vuole soltanto giustizia e pace per suo nipote". "Ci aspettiamo che questo fascicolo aperto come atto dovuto - osserva l'avvocato Biazzo, riferendosi al procedimento che vede coinvolto il nonno Andrea Stival per concorso in omicidio dopo le accuse di Veronica - venga chiuso al più presto per l'assoluta falsità delle accuse. Dal processo ci aspettiamo una sentenza che faccia giustizia, quindi una condanna"."Oggi è il giorno della speranza – ha infine affermato Francesco Panarello, padre di Veronica, prima della sentenza - Io starò vicino a mia figlia: lo farò fino a che vivrò".

 

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