C'è molta più letteratura e poesia in una sola canzone di Bob Dylan che in tutta l’opera omnia di molti scrittori

il pensiero di Edoardo Albinati e Franco Cordelli, due dei principali scrittori italiani, sul premio Nobel alla letteratura a Bob Dylan

15/10/2016
Arte e Cultura
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Albinati e Cordelli sono intervenuti ieri sera, venerdì 14 ottobre, a Firenze, alla Feltrinelli Red in piazza della Repubblica, nell’incontro dal titolo “Conversazione sul presente e futuro della letteratura nel nostro Paese”, inserito nel cartellone del Festival delle Generazioni, organizzato da giovedì 13 a sabato 15 ottobre da Fnp, il sindacato dei pensionati della Cisl.

Con Francesco Durante, moderatore e padrone di casa curioso, seduti al tavolo i due ospiti: Franco Cordelli, fresco vincitore del Premio Viareggio con il libro “Una sostanza sottile”, e Edoardo Albinati vincitore del Premio Strega con “La scuola cattolica”. Assente giustificata per malanni di stagione Simona Vinci, vincitrice del Premio Campiello.

Franco Cordelli, classe 1943, è da molti anni protagonista della scena letteraria. All’attività di scrittore affianca una vasta attività critica. E' tra l’altro il critico teatrale del Corriere della Sera, uomo di vasti interessi, “un uomo del rinascimento”, come lo ha definito Durante nella presentazione.Edoardo Albinati, nato nel 1956, è autore e vincitore di importanti premi letterari in Italia, nonché sceneggiatore cinematografico. Sua la sceneggiatura di “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone.

Non si poteva non iniziare con la domanda che in questi giorni tiene banco tra gli scrittori: il Premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan. Albinati è “pieno di gioia, rallegrato perché Bob Dylan canta l’amore. Trovo ci siano più letteratura e poesia in una sola canzone di Bob Dylan che in tutta l’opera omnia di molti scrittori. Ho esultato perché hanno dato un nobel ad un poeta”.
“Contro il premio a Bob Dylan – prosegue Albinati – sono state fatte solo battute di spirito che lasciano il tempo che trovano. Bob Dylan non l’ho mai molto amato, ma i suoi testi hanno un’inventiva formidabile”.

“Sentire recitare una poesia da chi l’ha scritta, ci fa sentire una musica, la sua voce” aggiunge Cordelli. “La letteratura è romanzo o poesia – continua Franco Cordelli –, ma lo scorso anno il Nobel è stato vinto da una scrittrice bielorussa, Svetlana Aleksievich, con un genere bellissimo, le interviste”. “L’intervista – fa eco Albinati – è un genere fantastico, una strada notevole. Ma il problema diventa: chi intervistare? Io avrei intervistato Ratzinger”.

Incalzati da Durante, i due scrittori hanno poi parlato di letteratura nazionale e mondiale: “C’è un aumento di persone che scrivono, che leggono, traducono e che vendono”. “La Germania non produce ora una letteratura migliore dell’Italia – continua Cordelli –. La Spagna dopo il 1975 (morte di Franco e fine di una quarantennale dittatura) ha dimostrato una grande vitalità. Anche l’Irlanda negli ultimi 50 anni ha prodotto una letteratura, anche qui con la lotta della società”. “La letteratura non è una religione privata – chiude Albinati, che prende ad esempio le parole di Papa Woitija – la bellezza produce contagio.

Fino a oggi, sabato 15 ottobre, il Festival delle Generazioni ha previsto più di ottanta appuntamenti con oltre 150 ospiti. In programma spettacoli teatrali, live show, incontri su salute, scuola, lavoro, memoria, scienza e ricerca, lezioni magistrali, tavole rotonde e laboratori di arte e tecnologia
 

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