L’invito ad essere prudenti arriva da Simonetta Fracchia, direttore dell'Ats (Agenzia di tutela della salute) di Milano.
Dati alla mano il direttore ricorda che nel 2014, le intossicazioni da sgombroide erano state in tutto 45 , nel 2015 sono state 47, e nel 2016 ancora non finito siamo già a 42 casi
La dottoressa Fracchia non vuole creare un allarme tuttavia consiglia la prudenza . Prima di entrare in un locale e mangiare pesce crudo come il tonno è sempre bene controllare la pulizia e recarsi in locali che destano la fiducia dei clienti. In questi locali si è più sicuri circa l’osservanza delle norme e le prassi igieniche per una corretta conservazione dei prodotti. Di contro diffidare invece di quei locali che già a prima vista fanno capire che l’igiene non è il top, come bancarelle con cibo esposto per ore.
La sindrome da sgombroide, provoca orticaria, ai disturbi gastrointestinali nausea, diarrea e vomito, mal di testa e formicolii e, in casi più gravi anche pressione bassa e svenimento sintomi che scompaiono nel giro di 24 ore se trattati con antistaminici.
Per evitare questo increscioso problema il pesce deve essere conservato almeno sotto i 4 gradi centigradi altrimenti tende ad accumulare istamina che è poi la responsaible della sindrome da sgombroide. Difficle oltretutto da individuare perché il pesce contagiato da istamina non ha cattivo odore né l’aspetto di pesce stantio.