Roma, 9 ottobre 2026 – Si sono interrotte le trattative per il rinnovo del contratto collettivo aziendale di Italo. Questo comporta l’avvio delle procedure di raffreddamento e conciliazione, primo passaggio formale che precede l’eventuale proclamazione dello sciopero. La delicata fase di trasformazione societaria che Italo sta attraversando non deve ripercuotersi sulle risorse destinate al rinnovo del contratto.
Italo è un’azienda in espansione, che registra utili e distribuisce dividendi, ma riserva ai lavoratori un contratto scaduto da quasi due anni. A fronte di proposte economiche ritenute del tutto insufficienti, chiede inoltre nuovi incrementi di produttività e flessibilità.
Le proposte aziendali non rispondono alle richieste su recupero del potere d’acquisto, previdenza complementare e tutele per la genitorialità, e non è stata accolta alcuna istanza di miglioramento della conciliazione vita-lavoro. Per il sindacato non è accettabile che il recupero salariale ricada sui lavoratori con ulteriori penalizzazioni: dopo quasi due anni di attesa, il rinnovo deve migliorare le condizioni del personale.
Insufficienti sono, infine, le garanzie sulla confluenza verso il contratto di riferimento del settore, impegno richiamato con forza nella riunione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 9 giugno 2026.
Vincenzo Multari
Segretario Nazionale FAST Confsal Dipartimento Mobilità Terrestre