Mostra d'Arte: "L’immagine di Francesco, dal Medioevo al Novecento"

Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Arezzo dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027

Mario Carchini
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03/10/2026
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Arte e Cultura
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Ad Arezzo una grande mostra d'arte ricostruisce l’evoluzione dell’immagine del Santo, da Margarito d’Arezzo al Beato Angelico, da Botticelli a Barocci, fino a Ciseri, Andreotti e Gio Ponti. Ci sono santi che appartengono alla storia e santi che, attraverso l’arte, continuano a parlare al presente. Francesco d’Assisi è certamente uno di questi. A ottocento anni dalla sua morte, Arezzo gli dedica una mostra d'arte di particolare ambizione, “L’immagine di Francesco, dal Medioevo al Novecento”, dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea.

Non è soltanto una mostra sul santo più rappresentato della tradizione francescana è il racconto di come, attraverso otto secoli, la cultura occidentale abbia costruito, modificato e reinterpretato il volto di Francesco. Ottanta opere e documenti compongono un percorso nel quale pittura, scultura, miniature e libri antichi diventano altrettante testimonianze del mutare della sensibilità religiosa, artistica e culturale. Curata da Cristina Acidini, con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi, l’esposizione riunisce opere di protagonisti assoluti della storia dell’arte: da Margarito d’Arezzo al Beato Angelico, da Sandro Botticelli ad Andrea della Robbia, da Giorgio Vasari ad Annibale Carracci, Federico Barocci, Guercino e Luca Giordano, fino alle interpretazioni moderne di Antonio Ciseri, Libero Andreotti e Gio Ponti.

Tra i prestiti più prestigiosi spiccano il San Francesco riceve le stimmate del Beato Angelico dai Musei Vaticani, il San Francesco con gli Angeli di Botticelli dalla National Gallery di Londra e il San Francesco nella grotta di Federico Barocci dal Metropolitan Museum of Art di New York. Il cuore della mostra è anche il racconto della stimmatizzazione alla Verna, episodio destinato a diventare uno dei cardini dell’iconografia francescana. Francesco appare ora come mistico, ora come penitente, ora come uomo immerso nella natura, ora come figura ascetica protesa verso il divino. Ogni epoca ne costruisce un'immagine diversa, secondo le proprie domande e la propria idea di spiritualità. E Arezzo non è un luogo casuale. Qui Francesco visse episodi decisivi della sua vicenda. A Cortona fondò il convento delle Celle; sulla Verna ricevette le stimmate. La città e il territorio conservano dunque una relazione con il Santo che non è soltanto devozionale, ma appartiene profondamente alla loro identità culturale e paesaggistica. La mostra diventa così anche una riflessione sul rapporto tra arte, memoria e fede. Come osserva Cristina Acidini, “ogni epoca ebbe il ‘suo’ Francesco, affidandone l’immagine alle arti”. Una frase che racchiude il senso di un’esposizione capace di andare oltre la celebrazione, guardando Francesco attraverso gli occhi degli artisti, Arezzo racconta anche otto secoli della propria storia e della storia della cultura italiana. Nel territorio dove il Santo lasciò alcune delle sue tracce più profonde, il suo volto torna dunque a cambiare, non per perdere la propria identità, ma per dimostrare ancora una volta la straordinaria capacità di Francesco di appartenere contemporaneamente alla memoria, alla storia e al presente.

Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, Toscana.

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