Il sale conserva e trattiene il tempo sulla superficie dei tessuti, altera i colori, screzia il velluto, accartoccia il seersucker. È la materia, questa volta, a raccontare il passaggio delle stagioni nell’ultima collezione di Emporio Armani firmata da Silvana Armani e Leo Dell’Orco, presentata negli spazi dell’Armani Teatro di via Bergognone. Una collezione costruita sulla trasformazione e su un guardaroba che continua a muoversi tra maschile e femminile, formale e informale. Ma è anche una collezione che arriva in un momento di passaggio per la maison. È infatti l’ultima disegnata da Silvana Armani e Leo Dell’Orco prima del nuovo corso annunciato la scorsa settimana con la nomina di Dario Vitale alla direzione creativa di Emporio Armani. Un passaggio significativo per il marchio, perché Vitale è il primo designer esterno alla famiglia Armani chiamato a guidarne la creatività.
"C’è un ciclo che si chiude da un certo punto di vista e un altro che si apre, molto più interessante" racconta dell'Orco. Il tema scelto per questa stagione è il tempo, inteso come intervento diretto sulla materia. Un tempo quasi minerale, affidato soprattutto al sale come elemento decorativo e agente capace di modificare la superficie. “I tessuti sono tutti lavati col sale, in maniera speciale, facendo emergere una materia particolare - spiega il designer -. Devo dire che forse è la prima volta che l’universo uomo e donna si sono uniti”. Il risultato è un guardaroba leggero ma tutt’altro che fragile. Lino, seta, viscosa, jersey e tessuti da camiceria costruiscono silhouette fluide; le giacche perdono rigidità oppure vengono attraversate da lembi e nodi, i pantaloni diventano ampi e vaporosi, le maglie citano l’intimo. Il tailoring si alleggerisce e convive con trasparenze, piccoli gilet e top essenziali, in un continuo passaggio di codici tra uomo e donna.
La materia è il vero filo rosso della collezione. Le acidature e le tinture a freddo rendono il colore irregolare, il lino riproduce a trompe-l’œil l’effetto di superfici usurate, il seersucker si svuota e si accartoccia, il velluto viene inciso al laser e si screzia. Le organze lavorano invece per sovrapposizioni, trasparenze e riflessi, mentre lurex e superfici dall’effetto acquatico interrompono l’opacità di una palette dominata dai neutri irregolari e accompagnata fino al nero. Tra i pezzi più curiosi, un giubbotto interamente ricoperto di sale, quasi una scultura indossabile, che porta all’estremo l’idea della collezione: non simulare il tempo ma lasciare che sia il trattamento stesso a imprimere un segno sulla materia. A completare i look, grandi borse, pantofole di corda o tessuto e piccoli copricapo. Tutto appare morbido e attraversato da una leggerezza che non rinuncia alla struttura. Una collezione di trasformazioni, dunque, quella con cui Emporio Armani chiude un capitolo e ne apre uno nuovo. Silvana Armani e Leo Dell’Orco continueranno a firmare rispettivamente le collezioni donna e uomo della linea Giorgio Armani ma la prossima stagione di Emporio porterà con sé una nuova e molto attesa firma creativa. (di Federica Mochi)