La fotografia di matrimonio non è soltanto tecnica, composizione o ricerca dello scatto perfetto. È soprattutto la capacità di raccontare emozioni autentiche, cogliendo quei momenti che spesso gli stessi protagonisti vivono senza rendersene conto. È questa la filosofia che guida il lavoro di Georgii Frunza, che ha trasformato l’amore per la fotografia in un vero progetto imprenditoriale dedicato agli sposi.
Con uno stile discreto e attento ai dettagli, il suo obiettivo è quello di lasciare alle coppie immagini capaci di conservare nel tempo la felicità di quel giorno. Un percorso in continua evoluzione che guarda oggi anche oltre i confini italiani e che lo porta a partecipare al Gran Galà delle Celebrità durante la Mostra del Cinema di Venezia, occasione per incontrare nuovi professionisti, confrontarsi e lasciarsi ispirare dal linguaggio cinematografico.
Benvenuto! Com’è nata la tua realtà imprenditoriale e qual è oggi la visione che guida il tuo lavoro? C’è un valore o un elemento che ritieni rappresenti maggiormente ciò che fai e che ti distingue nel tuo settore?
«Ho unito l’amore per la fotografia con la voglia di fare impresa. Il mio lavoro nasce dal desiderio di regalare agli sposi ricordi capaci di emozionare per sempre, trasformando i momenti più importanti del loro matrimonio in immagini che possano rivivere nel tempo.
La mia forza credo sia proprio nel modo in cui riesco a raccontare la loro felicità senza essere invasivo. Fotografo la loro felicità senza che quasi si accorgano di me. Mi piace essere presente, ma con discrezione, lasciando che ogni momento si svolga in maniera naturale e autentica.
Per me significa riuscire a catturare non soltanto una bella fotografia, ma quella sensazione, quell’emozione e quella felicità che, anche a distanza di anni, potranno tornare a vivere attraverso un’immagine.»
Guardando ai prossimi anni, quali sono gli obiettivi più importanti che ti sei posto? Ci sono nuovi progetti, investimenti o novità che puoi già anticiparci?
«Per il futuro voglio far crescere la mia attività mantenendo sempre la stessa cura e la stessa attenzione per ogni coppia. Credo che la crescita non debba mai significare perdere il rapporto personale con gli sposi o la qualità del servizio che offriamo.
Sto investendo anche sulle nuove tecnologie, con l’obiettivo di poter consegnare le fotografie in modo sempre più curato, perfetto e soprattutto molto più veloce, senza rinunciare alla qualità.
La novità più importante riguarda però l’apertura verso un nuovo mercato: sto iniziando a lavorare anche con gli sposi stranieri che scelgono l’Italia per il loro matrimonio.
È un percorso che mi entusiasma molto, perché significa confrontarsi con nuove esigenze, culture e stili, portando il mio modo di raccontare il matrimonio anche a coppie che arrivano da altri Paesi e scelgono il nostro territorio per vivere un momento così importante.»
Essere qui, in un contesto internazionale come la Mostra del Cinema di Venezia, significa anche incontrare persone, realtà e mondi diversi. Che cosa ti aspetti da questa esperienza e quali opportunità vorresti riuscire a trasformare in nuovi progetti per il tuo business?
«Per me il cinema è una delle più grandi fonti di ispirazione per raccontare storie attraverso le immagini. Il suo linguaggio, la capacità di costruire emozioni e di trasformare un momento in una storia sono elementi che sento molto vicini al mio lavoro.
Da questa esperienza a Venezia mi aspetto soprattutto di incontrare nuovi professionisti e confrontarmi con loro, scambiando idee, esperienze e punti di vista.
Mi piacerebbe riuscire a portare anche nel mondo dei matrimoni la bellezza, l’atmosfera e lo stile dei grandi film, reinterpretandoli attraverso la fotografia per regalare agli sposi un servizio sempre più personale e unico.
Credo infatti che ogni matrimonio abbia una storia da raccontare e che il compito del fotografo sia proprio quello di trovare il modo più autentico e suggestivo per trasformarla in immagini.»
Il cinema, così come l’imprenditoria, nasce spesso da una visione, da un’idea e dalla capacità di trasformarla in una storia. C’è un film, un regista o un personaggio del cinema che ti ha particolarmente ispirato e nel quale ritrovi qualcosa del tuo percorso personale o professionale?
«Più che un singolo film, mi ispira soprattutto il ruolo del regista, perché è la figura che coordina tutto e cura ogni dettaglio affinché il risultato finale riesca a emozionare il pubblico.
Nel mio lavoro sento di fare qualcosa di molto simile. Guido la mia squadra, coordino le diverse fasi del servizio e curo ogni piccolo particolare, perché tutto contribuisca a creare il risultato che immagino.
Anche un matrimonio, in fondo, è una grande storia fatta di tantissimi momenti, persone ed emozioni. Il mio compito è riuscire a coordinare tutto questo senza togliere spontaneità a ciò che accade.
Il mio obiettivo è regalare agli sposi il loro film più bello, attraverso immagini che non raccontino soltanto come è stata quella giornata, ma che permettano loro di riviverla ogni volta che riguarderanno le fotografie.»