Papa Leone XIV ha accettato le dimissioni di monsignor Guido Gallese, vescovo della diocesi di Alessandria, ponendo fine a un periodo di forti tensioni finanziarie e istituzionali sulla curia piemontese. La decisione giunge dopo controlli avviati dagli ispettori vaticani, i quali hanno fatto luce su presunte anomalie amministrative e uscite definite nei dossier come "spese pazze", sollevando interrogativi sulla coerenza tra lo stile di vita dei vertici diocesani e i principi di sobrietà evangelica.
Al centro delle verifiche contabili non vi è soltanto l'acquisto della celebre vettura elettrica di lusso che era valsa al prelato il soprannome di "vescovo con la Tesla", ma una serie di flussi finanziari e investimenti giudicati poco trasparenti o non prioritari rispetto alle necessità della comunità. Le indagini hanno evidenziato una gestione economica opaca, spingendo la Santa Sede a intervenire per ripristinare il corretto impiego delle risorse destinate alle attività pastorali e caritative.
La risposta del vescovo dimissionario non si è fatta attendere, affidata a una dura nota ufficiale in cui Gallese ha espresso la propria amarezza per un epilogo definito sofferto, lamentando di aver visto la propria vita e il proprio operato passati al setaccio di una narrazione mediatica distorta e denigratoria. Nonostante i dissidi accumulati dal 2012, la Santa Sede ha comunque ricollocato il prelato nominandolo nuovo assistente spirituale del Coordinamento nazionale dei Santuari.
La notizia ha suscitato un forte impatto emotivo e sia tra i fedeli della diocesi di Alessandria sia all'interno delle gerarchie ecclesiastiche italiane, confermando la linea vaticana della tolleranza zero verso gli sprechi. Questo provvedimento si inserisce in una più ampia strategia pontificia volta a imporre segnali di trasparenza nella gestione del denaro ecclesiale su tutto il territorio nazionale.
Nel frattempo, la diocesi piemontese si prepara ad affrontare una fase di transizione sotto la guida di un amministratore apostolico nominato da Roma, individuato nella figura di monsignor Luigi Testore, vescovo di Acqui Terme. Il compito del nuovo delegato sarà duplice: ristabilire la serenità all'interno della comunità locale e avviare un rigoroso e profondo risanamento dei bilanci diocesani compromessi.