Piazze e codice penale: la strategia della maggioranza contro il dissenso

Mario Barbato
28/07/2026
Politica
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I disordini nei cantieri della Val di Susa hanno riacceso il dibattito politico sulla sicurezza urbana. Le forze di maggioranza, Lega e Fratelli d’Italia in testa, invocano un inasprimento delle pene per gli scontri di piazza. La mossa punta a riaffermare la fermezza delle istituzioni e a rispondere alle richieste di sicurezza dell'elettorato, alimentando al contempo la competizione interna alla coalizione di governo.

La Lega, in particolare, ha rilanciato la proposta di introdurre il reato di "terrorismo di piazza". L'iniziativa, sostenuta da Matteo Salvini, recepisce una storica richiesta dei sindacati di polizia. Il progetto estende la linea restrittiva del recente Ddl Sicurezza. L'obiettivo è qualificare le violenze nei cortei non più come semplici reati contro l'ordine pubblico, ma come delitti contro la sicurezza dello Stato.

La proposta di legge prevede un netto inasprimento sanzionatorio per i disordini di piazza. Le pene minime supererebbero i dieci anni di reclusione, con l'applicazione automatica della custodia cautelare in carcere. Il testo estende inoltre alla gestione delle manifestazioni gli strumenti d'indagine straordinari, come le intercettazioni preventive, finora limitati a mafia e terrorismo. Il provvedimento definisce così la natura giuridica dei cortei violenti, configurandosi come reati contro le istituzioni.

Dal canto suo, Fratelli d'Italia propone una strategia alternativa basata sulla modifica dell'articolo 416 del codice penale sull'associazione per delinquere. Il progetto esclude l'istituzione del reato di "terrorismo di piazza" per profili di incostituzionalità. L'intervento mira, in maniera più subdola, a eliminare il requisito della struttura organizzativa stabile e gerarchica. In questo modo, l'accusa di associazione a delinquere verrebbe estesa anche alle aggregazioni occasionali e ai coordinamenti temporanei nati in occasione di scontri o blitz delle forze dell’ordine. 

Quella tra Lega e Fratelli d’Italia altro non è che la risposta all'esigenza politica di presidiare l'elettorato di destra, condizionato anche da posizioni radicali che giungono da Vannacci. Il metodo consolidato vede l'uso del codice penale come risposta principale alle tensioni sociali, dai cantieri della Val di Susa alle baby gang. Questo approccio privilegia riforme penali d'urgenza a forte impatto mediatico, escludendo interventi strutturali di lungo periodo come la prevenzione, la trasparenza, i tavoli di confronto e i percorsi partecipativi con le comunità locali.

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