Val di Susa, fiamme e veleni: un milione di danni a Chiomonte, la violenza diventa terreno di scontro politico

Mario Barbato
28/07/2026
Attualità
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Le tensioni sono esplose sabato pomeriggio durante la decima edizione del Festival Alta Felicità, quando gruppi di manifestanti a volto coperto hanno attaccato il cantiere della Torino-Lione. Per eludere i droni della polizia, l'assalto è stato condotto con bombe molotov, pietre e fuochi d'artificio. Il questore Massimo Gambino ha definito gli scontri “un'escalation di azioni di guerra". Secondo le stime della società TELT, i danni a uffici, mezzi e centraline ammontano a circa un milione di euro, mentre il bilancio dei feriti conta 124 tra agenti e militari.

A seguito degli eventi, la Questura di Torino ha subito avviato controlli capillari a Venaus, identificando oltre 800 persone e fermando quattro cittadini stranieri con l'accusa di devastazione e saccheggio. Sul fronte opposto, il movimento No TAV ha rivendicato le ragioni della protesta, ribadendo che l'opera resta inutile, nociva e frutto di speculazioni economiche. L'attivista Guido Fissore ha inoltre respinto la distinzione tra residenti pacifici ed elementi esterni: pur precisando che non tutti hanno lanciato oggetti, ha sottolineato la natura collettiva dell'azione. Secondo Fissore, la spinta verso il cantiere è stata condivisa da migliaia di partecipanti e il movimento si assume la responsabilità comune della mobilitazione.

In questo clima di tensioni politiche si è inserito il blitz della premier Giorgia Meloni e del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, arrivati in elicottero a 48 ore dagli scontri per riaffermare la presenza dello Stato accanto alle forze dell'ordine e ai lavoratori del cantiere. In un video pubblicato sui social, la presidente del Consiglio ha tracciato la linea dell'esecutivo, chiedendo massima severità alla magistratura e ribadendo che le istituzioni non indietreggiano di fronte alle violenze.

I fatti di Chiomonte hanno scatenato uno scontro politico tra maggioranza e opposizione. Piantedosi ha denunciato l'azione di una “internazionale del disordine" che sfrutta gli spazi democratici per compiere atti criminali, esigendo condanne ferme. Sulla stessa linea di lunghezza, il vicepremier Antonio Tajani ha attaccato il centrosinistra, accusandolo di silenzio e indulgenza verso i gruppi eversivi.

L'opposizione ha però respinto duramente le accuse e contrattaccato. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha condannato le aggressioni alla polizia, accusando la maggioranza di strumentalizzare le violenze per fini elettorali e per coprire i fallimenti sulla sicurezza. Critiche alla gestione dell'ordine pubblico sono arrivate anche dal responsabile Sicurezza dem, Matteo Mauri, che ha contestato le falle nell'attività di prevenzione in un contesto di rischio già noto. Angelo Bonelli (AVS) ha infine definito gli scontri dannosi per la protesta democratica, bollando la visita di Meloni come una passerella: secondo il portavoce di Europa Verde, l'esecutivo non ha saputo prevenire i disordini nonostante i sette decreti sicurezza varati, ignorando al contempo i continui allarmi dei sindaci sulla carenza di agenti sul territorio.

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